L'ANALISI
11 Dicembre 2025 - 21:08
CREMONA - Un patto corale tra la città e le sue nuove generazioni prende forma concreta. Si è tenuta questa sera l’assemblea plenaria dei tavoli di lavoro del progetto «Giovani in Centro», il piano del Comune per una rigenerazione del centro storico che pone i giovani non solo come destinatari, ma come veri protagonisti. Alla presenza dell’assessore alla cultura e ai giovani Luca Burgazzi, i referenti delle realtà cittadine coinvolte, quasi 40, si sono confrontati sulle idee sviluppate in sei mesi di lavoro per dare forma a un’opera ambiziosa che va ben oltre la semplice riqualificazione edilizia e punta a riscrivere la mappa sociale e culturale di un’intera area della città.
Un obiettivo ambizioso ma rispetto al quale l’assessore si è detto «sicuro che porterà a ottimi risultati». Dietro l’entusiasmo c’è la valutazione sui gruppi di lavoro coinvolti: «Non è scontato – ha spiegato Burgazzi – che decine di persone, tutte già impegnate con le attività delle proprie associazioni di riferimento, si dedichino con tanta passione a immaginare un futuro di cooperazione e animazione della città». Esperienze simili si vedono ‘nel piccolo’ in alcuni ambiti del mondo del terzo settore locale ma qui stiamo parlando di un intero comparto di città, fatto di associazionismo e di cooperazione, di animazione artistica e di studenti che si ritrova per uscire dalle mura della propria associazione e progettare insieme spazi condivisi. Un’energia rivolta alla comunità, della quale beneficerà l’intera cittadinanza.
Il progetto si fonda infatti su una rete associativa ampia e inedita per Cremona, che dà misura della portata collettiva dell'iniziativa. Sono infatti 36 le associazioni e gli enti del Terzo Settore che, avendo risposto alla prima manifestazione di interesse, hanno preso parte ai tavoli di progettazione partecipata. Lavori iniziati a giugno e suddivisi in quattro ambiti cardine:
Numeri e azioni che aiutano a capire come «Giovani in Centro», diversamente da come spesso viene inteso, non riguardi la riqualificazione del Vecchio Ospedale soltanto. Gli interventi materiali riguarderanno una costellazione di luoghi contigui: da piazza Lodi a piazza Giovanni XXIII, dall’ex chiesa di San Francesco al Parco del Vecchio Passeggio, includendo anche gli edifici scolastici come la Scuola Martini, l’asilo nido San Francesco e la palazzina Sozzi. L’obiettivo è trasformare questi spazi per accogliere giovani, famiglie, attività commerciali e associazioni, attivando nuovi luoghi di cultura e socialità.
Cuore pulsante del disegno sarà piazza Giovanni XXIII, che al momento attende le autorizzazioni della Soprintendenza per poter dare il via ufficiale ai lavori: «Abbiamo dovuto attendere le tempistiche dell’iter autorizzativo — ha spiegato Burgazzi — Ora stanno arrivando i primi documenti necessari, ci aspettiamo di dover ritardare la tabella di marcia di un paio di mesi, con un avvio dei cantieri speriamo intorno a febbraio».
E oltre al capitale materiale degli edifici, il progetto investe sul capitale umano e immateriale della città. «La strategia punta a sostenere una nuova generazione di cremonesi nella ricerca abitativa, nella formazione, nell’inserimento lavorativo e nella vita culturale, favorendo nuove forme di aggregazione. Si tratta di un processo di lungo periodo che intende riportare le nuove generazioni al centro della vita cittadina, geograficamente e simbolicamente, con l'ambizione di costruire un futuro per Cremona più sostenibile, inclusivo e dinamico. E quest’assemblea – ha concluso Burgazzi – rappresenta un importante, fondamentale passo di questo cantiere sociale».
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