L'ANALISI
06 Dicembre 2025 - 08:17
(FotoLive/Francesco Sessa)
CREMONA - Sono stati individuati e arrestati al termine di un’indagine lampo condotta dalla Squadra mobile di Cremona i presunti autori del maxi colpo del 21 novembre in una profumeria di piazza Roma. Si tratta di una banda di livello internazionale composta da quattro rumeni che avevano colpito in altre parti d’Italia e anche all'estero. I quattro, ora in carcere, infatti erano ricercati anche dalle polizie di Austria e Germania. Essenziale per arrivare all'individuazione dei componenti della banda sono state le immagini del sistema di videosorveglianza. E anche un errore della gang che è entrata in città a bordo di un'Audi A6 di grossa cilindrata con la targa autentica e che ne è uscita con una falsa, rubata in periferia poco prima del colpo.
I dettagli dell'operazione sono stati spiegati ieri mattina nel corso di una conferenza stampa in via dei Tribunali dal nuovo Questore Carlo Ambra e dalla dirigente della Mobile, Giulia Cristina. Che non si trattasse di un furto improvvisato, lo dimostra la velocità di esecuzione: «Due minuti - ha spiegato il questore - per portare via un bottino di profumi che ammonta a 60mila euro». I quattro hanno agito a volto coperto, dividendosi i compiti per accelerare i tempi. Il negozio potrebbe essere stato scelto per la facile smerciabilità della refurtiva.

Ma se il furto è stato lampo, non meno veloci sono state le indagini. Che hanno preso avvio da un input del questore già nominato, ma non ancora insediato in città: «Ho letto del furto in rassegna stampa e grazie a 30 anni di esperienza e all'istinto 'sbirresco' che ho sviluppato, ho capito che dietro queste persone vi era un sodalizio ben organizzato. Ho quindi dato priorità a questo raid nel salotto della città per dare una risposta alla preoccupazione dei cittadini. E in 15 giorni grazie alle indagini condotte dalla Mobile, guidata dalla dirigente Cristina, abbiamo scoperto quel che c'era dietro il furto: si tratta di una banda che agiva con le modalità tipiche delle batterie criminali». Altro elemento in questo senso «è - ha spiegato Cristina - la velocità con cui si sono sbarazzati del bottino, che non è stato recuperato. Sono evidentemente ben radicati in una rete di ricettazione». Sulla quale ora si appuntano le indagini.

Le immagini della videosorveglianza hanno guidato la Mobile fino ad un B&B di Parma usato come base dai quattro. E gli accertamenti compiuti tramite lo Sco (Servizio centrale operativo) hanno permesso di ricostruire altri episodi. Come il colpo ad un negozio di pelletterie portato a termine a Trieste il 27, qualche giorno dopo il furto a Cremona. Ed è nel capoluogo friulano che è scattato l'arresto. Ora le polizie di tutta Italia stanno verificando altri episodi che potrebbero essere imputati a questa gang. I quattro, che si trovano in carcere a Trieste e in altre città, sono già destinatari di provvedimenti che vietano loro il reingresso nel territorio di Austria e Germania dove hanno compiuto reati contro il patrimonio e legati alle armi. La stessa misura, per una durata di 4 anni, è stata presa anche dal Questore di Cremona.
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