L'ANALISI
30 Novembre 2025 - 05:05
SONCINO - Non hanno aspettato manifestazioni, raccolte fondi, associazioni o inviti. Hanno fatto tutto da soli. Un gruppo di giovani soncinesi si è ritrovato venerdì pomeriggio alla stazione dei pullman di Largo Manzella e ha deciso di rimetterla in ordine, ripulendo panchine e pavimentazione in uno dei luoghi diventati simbolo del degrado cittadino.
La spinta è stata semplice: ribaltare una narrazione. Da tempo, infatti, la zona dei bus viene indicata come lo spazio ‘dei giovani che se ne fregano o fanno i vandali’. E, beninteso, non è una leggenda metropolitana, qualche zucca vuota che fa bisboccia, disturba e insozza c'è davvero. Quasi tutte le sere. E non si tratta di un’oasi di pace: c’è stata anche una rapina con accoltellamento.
Ma loro hanno scelto di rispondere in modo diverso, senza proclami, coi fatti. Hanno indossato guanti, portato sacchi, e si sono rimboccati le maniche rimestando nello schifo. Perché «i giovani soncinesi, quelli veri, siamo noi. Ed è così che ci hanno educato i nostri genitori. Perché il borgo è diverso...».
A promuovere l’iniziativa è stato Federico Verdoliva. Lo scopo? Mostrare che gli under 30 non sono un blocco indistinto di perdigiorno. L’obiettivo era infatti ridare dignità a un luogo molto frequentato, soprattutto dai coetanei, e lasciare un monito che è più ‘figo’ di quei graffitacci: «Eccoci, questi siamo noi, anche se gli altri fanno più rumore».
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