Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

PIEVE D'OLMI

Consiglio comunale sospeso: abbandono in massa

L'ex vicesindaco Somenzi e la consigliera di maggioranza Daniela Arini hanno lasciato l’aula, seguiti dai membri dell’opposizione, facendo venire meno il numero legale

Antonella Bodini

Email:

redazione@laprovinciacr.it

29 Novembre 2025 - 10:32

Consiglio comunale sospeso: abbandono in massa

PIEVE D'OLMI - Seduta sospesa per mancanza del numero legale dei consiglieri. È un terremoto, la cui entità si capirà nei prossimi giorni, quello che ha scosso il consiglio comunale di Pieve d’Olmi ieri sera.

Il primo punto, la surroga della consigliera di maggioranza dimissionaria Etele Arisi, non è stato nemmeno esaurito poiché l’ex vice sindaco Lino Somenzi ha letto una dichiarazione circa qualche contrasto in seno alla maggioranza e ha poi lasciato l’aula, assieme ad all’altra consigliera di maggioranza Daniela Arini.

Somenzi ha spiegato così le ragioni del suo gesto. “La mia volontà non è quella di far polemica, ma quella di dare un segnale forte a questa amministrazione della quale io faccio parte. Credo che all’interno del gruppo ci sia un malessere che non si sta risolvendo dovuto, per quanto mi riguarda, ad un cambiamento non tanto degli obiettivi quanto del metodo. In un paese piccolo come il nostro la collaborazione con cittadini e associazioni è fondamentale anche e soprattutto quando vengono prese le decisioni per la comunità. Credo che tutti debbano essere ascoltati, specialmente nel momento in cui viene fatta una critica costruttiva. Il paese ha bisogno di coesione, se questa viene meno bisogna dare un segnale forte per poter riflettere su quanto si sta facendo. E possibilmente cambiare rotta.”

Uno strappo non di poco conto dunque cui ha fatto seguito il comunicato del gruppo di minoranza ”Pieve nel cuore di tutti” ed il successivo abbandono della seduta. In una nota rivolta al segretario il gruppo ha ribadito che “il Gruppo Consiliare Pieve nel cuore di tutti ha deciso di abbandonare l’aula prima della votazione relativa alla surroga del Consigliere comunale dimissionario. Tale determinazione non è dettata da alcuna motivazione personale nei confronti del primo candidato non eletto, bensì costituisce un atto politico volto a evidenziare come, a meno di due anni dall’insediamento, questa Amministrazione abbia palesemente perso la fiducia di alcuni dei suoi stessi componenti, ritrovandosi di fatto in una posizione di minoranza.”

Attilio Zabert e i suoi hanno proseguito sostenendo che “le dimissioni della Consigliera Arisi, motivate con una completa e manifesta sfiducia nei confronti dell’Amministrazione di cui faceva parte, e la conseguente surroga del Signor Andrusiani, rappresentano un artificio politico per tentare di mantenere in piedi una Giunta che ha ormai esaurito il consenso di cui godeva, sia all'interno del Consiglio Comunale sia tra gli elettori di Pieve D’Olmi”.

La frattura di ieri sera è segno evidente di divergenze che da qualche mese serpeggiano tra la maggioranza guidata dal sindaco Stefano Guastalla.

E proprio il sindaco in merito a quanto successo in aula consigliare ha fatto sapere che “questo comportamento, oltre a rappresentare una grave mancanza di rispetto verso le istituzioni, ha causato un danno concreto al funzionamento del Comune e ha impedito l’esame e l’approvazione di atti necessari per l’operatività dell’ente. Non garantire il numero legale significa, di fatto, ostacolare il mandato popolare e compromettere la capacità dell’Amministrazione di lavorare per il bene collettivo. Ricordo che la comunità ha espresso chiaramente la propria volontà alle ultime elezioni scegliendo una lista diversa da quella che aveva governato in precedenza. L’Amministrazione richiama formalmente i consiglieri comunali al senso di responsabilità istituzionale che il loro ruolo gli impone”.

E ancora: “essere presenti in aula non è un gesto facoltativo, ma un dovere politico e morale verso gli elettori e verso la comunità che rappresentano. Ribadiamo che il corretto funzionamento del Consiglio Comunale è fondamentale per assicurare decisioni tempestive, la continuità amministrativa e la tutela dell’interesse generale. Ogni atteggiamento che impedisce lo svolgimento delle sedute danneggia il Comune ma, soprattutto, i cittadini. L’amministrazione continuerà a operare con trasparenza e determinazione per garantire stabilità, efficienza e rispetto del mandato ricevuto”.

Il consiglio dovrebbe riunirsi prima di Natale, nel frattempo Guastalla dovrà cercare di ricucire gli strappi interni e i malumori per poter portare avanti le proprie funzioni amministrative ed il mandato iniziato nel giugno di un anno fa.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400