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LA MOBILITAZIONE

«Servizio estivo dei nidi comunali non garantito». Le mamme preoccupate raccolgono firme

«Non tutti possono contare sull’aiuto dei nonni o su ferie aggiuntive». Al Sacchi e al Lancetti 75 sottoscrizioni, ora tocca al Navaroli e al San Francesco

La Provincia Redazione

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19 Novembre 2025 - 13:27

«Servizio estivo dei nidi comunali non garantito». Le mamme preoccupate raccolgono firme

(foto IA)

CREMONA - Una parte delle mamme cremonesi si mobilitano a fronte dell’eventualità che a luglio non venga prevista l’attivazione del nido estivo. Al momento il servizio non è garantito nelle sei settimane critiche per migliaia di famiglie. Non c'è stata una comunicazione ufficiale ma a livello informale, l'ultima informazione ricevuta è che il servizio non ci sarà e tanto è bastato a far scattare la preoccupazione e la raccolta firme (al Sacchi e al Lancetti 75 sottoscrizioni, ora tocca al Navaroli) e al San Francesco.  «Vogliamo porre all’attenzione una difficoltà che molte famiglie stanno vivendo con crescente preoccupazione: la mancata attivazione del servizio estivo dei nidi Comunali - si legge nella nota diffusa questa mattina -. Una decisione che, pur potendo avere motivazioni organizzative o economiche, sta creando un impatto significativo sulla quotidianità di tanti di genitori.

Con l’arrivo dell’estate, la chiusura dei servizi educativi per la prima infanzia lascia molte famiglie senza alternative realmente praticabili. Non tutti possono contare sull’aiuto dei nonni o su ferie aggiuntive; molti genitori lavorano con contratti rigidi o in settori in cui l’assenza non è facilmente gestibile. Di conseguenza, tante famiglie sono costrette a ricorrere a soluzioni d’emergenza, spesso costose e non sempre adatte ai bisogni dei bambini così piccoli.

La mancata apertura dei nidi estivi non rappresenta solo un problema logistico: è un elemento di fragilità che pesa sia sull’equilibrio familiare sia sulla serenità dei bambini, che si vedono privati della loro routine, dei loro spazi educativi e delle relazioni con i coetanei. Di fronte a questa situazione, molti genitori hanno avviato una raccolta firme da presentare in Comune, chiedendo con forza che l’amministrazione si faccia carico di questo bisogno reale.

L’obiettivo non è creare polemica – precisa la nota - ma sollecitare l’attivazione di soluzioni concrete: l’apertura anche parziale del servizio, convenzioni con strutture private, contributi economici alle famiglie o quantomeno una comunicazione più chiara e tempestiva.

Garantire servizi educativi continui non è un favore, ma un investimento nella qualità della vita delle famiglie e nello sviluppo dei più piccoli.

Auspichiamo che il problema non venga ignorato e che si possa aprire un dibattito serio su come evitare che situazioni simili si ripetano».

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