L'ANALISI
01 Aprile 2023 - 05:00
CREMONA - I dati dell’Inail certificano un netto calo degli infortuni sul lavoro in provincia di Cremona nei primi due mesi dell’anno: dai 927 casi registrati nel gennaio-febbraio 2022 si è passati ai 714 del 2023. In buona sostanza le denunce di infortunio sono diminuite del 23%. La tendenza, sebbene confortante nei numeri, non autorizza facili entusiasmi. Perché se, da un lato, è lecito leggere un «miglioramento della cultura sulla salute e sicurezza sul lavoro con una maggiore applicazione delle norme in materia», dall’altro non si può ignorare «la flessione delle attività riscontrata nel 2023 rispetto alla forte ripresa economica del 2022». Insomma: appare verosimile che il ridimensionamento del fermento lavorativo abbia inciso in misura decisiva sulla riduzione degli infortuni. A sottolinearlo è Dino Perboni, segretario generale della Cisl Asse del Po, nel commento ai dati diffusi dall’Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro.

Rispetto al capitolo malattie professionali, l’ultimo report tematico evidenzia un andamento stabile: a febbraio 2023 l’Inail ha aperto 12 fascicoli, esattamente come nel 2022. Un trend che si conferma nell’analisi del periodo gennaio-febbraio: 20 i casi riscontrati quest’anno, 19 quelli archiviati un anno fa (+5%). Tuttavia, nel confronto mese su mese, il dato cremonese risulta nettamente migliore rispetto alle medie regionali e nazionali: a febbraio in Lombardia le malattie professionali hanno fatto registrare un incremento del 26,3%, mentre a livello italiano la crescita è stata del 18,4%. E il raffronto nell’arco del bimestre rivela un gap ancora più profondo, con un +47,3% in ambito regionale a e un +28,7% nel quadro nazionale.
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Perboni osserva: «È essenziale mantenere alta la guardia sulla sicurezza e la salute dei lavoratori. Ribadiamo la necessità di perseguire precisi obiettivi strategici, a partire dal rafforzamento del sistema ispettivo di Ats e Itl, in modo da garantire un numero adeguato di ispettori e di controlli con sanzioni per chi non rispetta la legge. Riteniamo importante, poi, incentivare dinamiche virtuose di premialità per le aziende che fanno della salute e della sicurezza un punto centrale della propria organizzazione del lavoro: l’introduzione dell’apposita patente porterebbe al riconoscimento dei meriti e alla penalizzazione delle aziende inadempienti, anche mediante l’esclusione perpetua dal sistema degli appalti pubblici e privati».
Perboni, quindi, aggiunge: «Bisogna potenziare l’informazione, la formazione e la prevenzione in tutti i posti di lavoro, così come vanno rafforzate le forme di coinvolgimento e partecipazione degli Rls. Infine, per accrescere l’educazione alla salute e sicurezza, nel ciclo scolastico delle scuole superiori, vanno introdotti percorsi formativi specifici. L’intesa siglata con le Prefettura di Mantova, l’Ats, l’Itl, l’Inail e l’Inps e le associazioni datoriali, deve essere un ulteriore strumento di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali. Tutte queste azioni sono necessarie non solo per salvaguardare la sicurezza e la salute dei lavoratori, ma anche per creare un argine di legalità contro i pericoli delle infiltrazioni criminose».
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