L'ANALISI
18 Novembre 2022 - 10:22
CREMONA - Ci si interroga, oggi con sempre maggiore urgenza e convinzione, su come sia possibile conciliare i paesaggi naturali, o quelli architettonici ereditati dal passato con gli interventi di innovazione, sempre più indispensabili come la situazione contingente ci insegna. Sostenibilità ambientale, efficientamento energetico e rapporto tra esistente ed ambiente urbano e rurale sono i temi affrontati ieri nell’Aula magna dell’Università Cattolica nel corso del convegno dal titolo «Il paesaggio come fondamento per la gestione della città. Le linee guida della Commissione Paesaggio del Comune di Cremona» promosso promosso dall’Ordine Architetti di Cremona con la presidente Marta Visone, e dal presidente della Commissione paesaggio del Comune Maurizio Ori, con lo scopo di stabilire un dialogo tra varie realtà territoriali sulla pianificazione del paesaggio, sugli aspetti normativi della gestione del patrimonio edilizio presente e futuro, sul paesaggio e la sua tutela. Linee di indirizzo in materia di risparmio e di efficienza energetica degli edifici tutelati che non sono state accolte favorevolmente dalla Soprintendenza, che infatti ne ha chiesto la revisione.

Sono intervenuti per i saluti istituzionali anche Simone Zenoni, presidente Associazione italiana Architetti del Paesaggio Lombardia, Emanuele Cabini presidente Ordine Agronomi e Forestali Provincia di Cremona, Marco Magni, presidente Collegio dei Geometri, Adriano Faciocchi presidente Ordine degli Ingegneri e il sindaco Gianluca Galimberti che con il suo intervento ha chiuso gli indirizzi di saluto. «Stiamo affrontando insieme una partita complessa e complicata — ha esordito — perciò è con uno sguardo di insieme che dobbiamo guardare al paesaggio ridefinendone le priorità che sono anche quelle della comunità. Proviamo a leggere questo cambiamento in atto con gli occhiali del futuro senza dimenticare che la questione energetica è centrale così come l’accessibilità energetica con cui il paesaggio si dovrà per forza di cose confrontare», ha concluso il sindaco.
Ha condotto e moderato Maurizio Ori: «Il modello delle linee guida non è granitico, propone indirizzi che aiutano professionisti e cittadini a condividere differenti approcci culturali sugli elementi fondamentali che in questi tempi di urgenze stanno sorgendo. Le energie rinnovabili è uno di questi per cui, ad esempio, la conservazione del centro storico e la posa del fotovoltaico devono trovare una mediazione e una compatibilità. I pannelli solari, ad esempio: cerchiamo di posizionarli in una parte interna dell’edificio, possibilmente non visibili, meglio ancora color cotto se posti sui tetti con coppi e tegole», in grado di garantire un’armonia complessiva su edifici storici nei centri urbani, anche in zone sottoposte a vincolo paesaggistico.
«La normativa nazionale — ha proseguito — consente una liberalizzazione oggi che c’è urgenza; non ne ha fatto una questione di contesto, mentre noi dobbiamo fare i conti con le ricchezze del Paese. Ecco che le linee guida vanno a trovare una mediazione tra la necessità di produzione energetica e di conservazione del patrimonio. Ogni città ha la sua identità. Stesso ragionamento per quanto riguarda il tema dell’efficientamento energetico. Il cosiddetto cappotto va a rivestire gli edifici con elementi non sempre compatibili con le caratteristiche architettoniche delle facciate. Noi della commissione li abbiamo limitati fortemente i cappotti negli edifici di una certa qualità e consigliato il cappotto da un centimetro che non ne modificano gli elementi architettonici. Oggi tecnici e cittadini ci seguono convinti, come noi, che efficientamento energetico può essere compatibile con altre esigenze. È una questione di buon senso. Altra caratteristica degli edifici storici la loro grande massa termica, costruiti con materiali capaci di resistere al caldo e al freddo. E dunque suggeriamo di lavorare di più su altri elementi come i serramenti che possono sopperire al cappotto invasivo. Oppure lavorando su efficienza energetica dell’impianto si può risolvere comunque la necessità dell’efficientamento. Ultimo, ma non per importanza, il tema della tutela dei paesaggi agrari e degli ampliamenti delle aree agricole legate alle nuove necessità produttive. Nel cremonese abbiamo cascine meravigliose, che meritano tutta l’attenzione possibile».

Se la Commissione paesaggio ha l’ultima parola su edifici non vincolati, per quelli che lo sono, numerosi in città, entra in campo la Soprintendenza. L’emergenza energetica chiede a tutti di scendere in campo ma non c’è condivisione sul fatto che ad una situazione straordinaria si debba rispondere con azioni straordinarie. A commentare e «rimandare a settembre» le linee guida del Comune è stato Gabriele Barucca, Soprintendente archeologia belle arti e paesaggio per le province di Cremona, Lodi e Mantova. «Utili, necessarie e lodevoli, però queste linee guida sono un po’ troppo sintetiche, da implementare in alcuni ambiti. È vero, il momento delicato impone di agire e velocemente, ma credo sia necessario astrarsi dall’emergenza e fare valutazioni con uno sguardo lungo sul futuro che la città desidera e che per la città si è pensato. Ritengo sia opportuno lavorare con freddezza, analisi e condivisione sugli aspetti della conoscenza che in questo linee guida devono e possono essere migliorate». Alla provocazione di Barucca ha risposto il vicesindaco Andrea Virgilio. «O si considera l’architettura come qualcosa di astratto senza legami con la propria epoca oppure come qualcosa di aperto che vive nel presente e si trasforma, senza stravolgere. L’obiettivo della commissione è accompagnare questi processi di trasformazione nel rispetto della storia, garantirne l’adattabilità rispetto ai progetti attuali. Senza dimenticare la questione sociale legata al tema. E aggiungo che il Comune riceve dalla Stato finanziamenti per efficientare gli edifici pubblici e che lo Stato, attraverso la Soprintendenza, ci dice che non possiamo farlo. Come amministratore rilevo una contraddizione — ha detto Virgilio — ai danni di tutti e di chi vuole investire».
Ad occuparsi degli aspetti teorici, normativi e culturali erano stati, in apertura di convegno, Silvia Viviani Assessore all’urbanistica del Comune di Livorno, Valerio Barberis, Assessore all’Urbanistica del Comune di Prato e in collegamento zoom Paola Brambilla Pievani, esperta di aspetti giuridico-ambientali. In chiusura Virgilio ha annunciato che martedì 22 alle 11 nel campus Santa Monica, sarà svelata una targa a ricordo di Massimo Terzi, quale riconoscimento dell’impegno profuso per il recupero del patrimonio urbano.
FOTO: FOTOLIVE/PAOLO CISI
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