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Sos mandragora: «Quella pianta è tossica e si confonde con gli spinaci»

L’Ats lancia un appello a privati e aziende per evitare il consumo di questo vegetale: è pieno di alcaloidi

La Provincia Redazione

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04 Novembre 2022 - 19:08

Sos mandragora: «Quella pianta è tossica e si confonde con gli spinaci»

CREMONA - A seguito del verificarsi in varie zone del Paese, negli ultimi mesi, di casi di sindrome neurologica acuta causata da sospetta intossicazione da ingestione di mandragora - pianta spontanea che contiene sostanze alcaloidi altamente tossiche - il Ministero della Salute ha di recente lanciato un’allerta sul consumo di vegetali tossici scambiati per specie commestibili. Infatti, la mandragora risulta facilmente confondibile con spinaci, bieta o borragine, ma ingerita provoca allucinazioni, vertigini, nausea, problemi intestinali e, in mancanza di un rapido intervento medico, si può arrivare fino al coma e alla morte.

Cristina Somenzi

«Sebbene al momento non si siano verificati episodi sul nostro territorio, l’Ats della Val Padana è attiva nel prevenire situazioni potenzialmente nocive per la salute – afferma Cristina Somenzi, Direttore della Struttura Complessa di Igiene Alimenti e Nutrizione -. La nostra azione è duplice: sia verso le aziende produttrici, disponendo controlli per verificare le modalità adottate nella gestione del rischio di contaminazione tra vegetali a foglia destinati all’alimentazione e specie tossiche, sia verso la popolazione, fornendo tutte le informazioni necessarie affinché si presti la massima cautela evitando di raccogliere vegetali a foglia nati spontaneamente, che possono essere tossici e costituire fonte di grave pericolo per la salute umana».

L’Ats raccomanda pertanto di consultare la brochure sulla sicurezza alimentare ‘Commestibile o velenosa?’ realizzata dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno (https://www.izsmportici.it/portale/PianteVelenose_V02%20(3).pdf), disponibile anche sul sito aziendale di Ats nella homepage - sezione News. Nella pubblicazione vengono descritte le principali piante tossiche presenti sul territorio italiano e viene evidenziato come alcuni vegetali tossici possano assomigliare in modo ingannevole a specie commestibili, così da evitarne la raccolta e soprattutto il consumo. Si consiglia pertanto di non raccogliere autonomamente piante ed erbe a crescita spontanea nei campi a scopo alimentare senza l’aiuto di un esperto e di consumare preferibilmente verdure acquistate presso produttori e rivenditori qualificati.

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