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TORRE DE' PICENARDI. IL CASO

Loggetta Mariupol: no all’intitolazione

La proposta bocciata dalla Società Storica Lombarda. Il sindaco: «Se aspettiamo la fine della guerra non la faremo mai»

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

23 Giugno 2022 - 05:05

Loggetta Mariupol: no all’intitolazione

Il 25 Aprile sotto la loggetta comunale

TORRE DE’ PICENARDI - Respinta, in quanto ritenuta prematura perché la guerra è ancora in corso, la richiesta di intitolazione della loggetta comunale a «Mariupol Città Martire». La decisione è stata comunicata al sindaco di Torre de’ Picenardi, Mario Bazzani, dal prefetto di Cremona Corrado Conforto Galli, ed è stata assunta sulla base del parere non favorevole espresso dalla Società Storica Lombarda.

«L’intitolazione ci appare prematura in quanto la guerra è ancora in corso», la motivazione ufficiale. Poche parole per mettere la parola fine alla richiesta presentata — e annunciata durante la celebrazione del 25 Aprile — qualche settimana fa con un atto di giunta in cui si sottolineava come Mariupol «è simbolo dell'orrore della guerra in corso in Ucraina, il cui assedio sarà ricordato nei secoli a venire. Cosi come si ricordano altre città sacrificate al dio delle guerre, Dresda, Beirut, Sarajevo, Falluja, Aleppo, oggi riteniamo ricordare gli inermi abitanti di Mariupol, vittime innocenti della follia della guerra, con la speranza che simili tragedie non abbiano più a verificarsi».

Perché la decisione dell’amministrazione comunale diventasse operativa, occorreva però un ulteriore passaggio formale: il via libera, appunto, da parte della prefettura di Cremona, come avviene in ogni caso di intitolazione di vie e strade e, in questo caso, di una piccola loggia aperta al pubblico. Preventivamente è stato chiesto il parere della Società Storica Lombarda di Milano, con sede in via Brera 28. Si tratta di una associazione che dal 1873 si dedica all’approfondimento e alla promozione degli studi sulla storia della Lombardia. Alla Società Storica Lombarda, così come alle Deputazioni di Storia Patria, la legge impone l’obbligo di esprimere i pareri che le Prefetture Ufficio Territoriale del Governo richiedono in materia di toponomastica cittadina. «Se aspettiamo la fine della guerra, che poi non è una guerra ma una operazione militare speciale, mi sa che l’intitolazione non la faremo mai», il commento del sindaco. D.B.

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