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Energia mai così cara: mazzata a Cremona per gli aumenti

Gas e carburanti sono cresciuti del 64,7% in un anno. Sotto il Torrazzo +77,4%

La Provincia Redazione

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20 Giugno 2022 - 05:25

Energia mai così cara: mazzata a Cremona per gli aumenti

CREMONA - L’aumento di energia e carburanti è stata una stangata per tutte le famiglie italiane: +64,7% in un anno. Ma per quelle cremonesi la botta è stata ancora più dura: +77,4%. Lo dice l’Unione nazionale consumatori, che ha condotto uno studio elaborando gli ultimi dati Istat relativi al mese di maggio e stilando la classifica completa delle città con i maggiori rincari annui per quanto riguarda due voci del paniere: cibo e bevande; luce e gas. Per quest’ultima voce Cremona è al sesto posto con una maggiore spesa di 1.043 euro a famiglia, mentre per quanto riguarda i rincari dei generi alimentari è al 73º posto con un rialzo del 5,5%, insieme a Pisa e Cuneo.

ENERGIA ELETTRICA E GAS: I RINCARI

Per energia elettrica, gas e altri combustibili, voce che include luce (mercato tutelato e libero), gas, gasolio per riscaldamento e combustibili solidi, in Italia l’aumento a maggio è stato dunque astronomico: una mazzata a famiglia pari in media a 872 euro su base annua. E in alcune città si è addirittura varcata la soglia del raddoppio.

A vincere la classifica dei cittadini più tartassati è Bolzano, dove le spese per luce e gas decollano del 112,9% su maggio 2021, seguita da Trento, +109,2%, anche qui oltre il doppio. Sul gradino più basso del podio Lodi (+79,8%). Seguono tutte città della Lombardia, segno che in questa regione evidentemente ci sono state maggiori speculazioni che altrove: Milano +78,2%, Varese +78,1%, Cremona +77,4%, Lecco al settimo posto con +76,8%, Bergamo +76,6%, Brescia e Mantova (entrambe a +76,5%), Pavia (+76,4%) e Como (+76,2%).

Le città meno colpite sono Sassari (+51,6%), Reggio Calabria (+52,1%), Cagliari e Napoli (+53,2% per entrambe).
Per quanto riguarda il secondo capitolo analizzato, i prezzi dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche sono saliti in Italia a maggio del 7,4% su base annua, determinando già una stangata pari in media a 417 euro a famiglia, batosta che sale a 514 euro per una coppia con 1 figlio, 569 euro per una coppia con due figli e che raggiunge il record di 680 euro per una coppia con tre o più figli. Ma in molte città è andata ancora peggio.

A guidare la classifica della città dove si sono registrati i peggiori rincari è Catania, dove per cibo e bevande si registra un rialzo dell’11,1% rispetto a maggio 2021, +643 euro in termini di aumento del costo della vita per una famiglia media. Al secondo posto c’è Imperia, con un incremento dei prezzi dell’11% e un aggravio annuo pari a 589 euro, al terzo Sassari con +10%.
Seguono Palermo (+9,9%), Teramo (+9,6%), Cosenza (+9,5%), in settima posizione Ascoli Piceno (+9,3%), e poi Trento, Gorizia, Pescara e Messina (tutte con 9,2%).

ALIMENTARI E BEVANDE: I RINCARI

Cremona, come detto, è al 73º posto (+5,5%). La città che ha registrato i minori rincari per mangiare e bere è Milano, dove i prezzi crescono ‘solo’ del 4,7%, seguita da Mantova (5%) e Como (5,2%).

Quanto ai prodotti, spetta all’olio non di oliva il record dei rincari di maggio, con un’impennata del 70,2% rispetto allo stesso mese del 2021 «che certo risente dell’effetto Ucraina e del blocco dell’import dell’olio di girasole». Al secondo posto il burro che svetta del 23,3%.

Sul gradino più basso del podio le pere che salgono del 22,9% in un anno. Al quarto posto nella top ten dei rialzi ci sono i pomodori (+20,6%), poi il cibo simbolo dell’Italia, la pasta (fresca e secca) che lievita del 20,5%.

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