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LA STORIA

Sesto, dal Manin di Cremona al liceo classico militare 'Teuliè' di Milano

Andrea Alberone, 17 anni, è diventato allievo della scuola dell’esercito: «Un sogno e una scelta di vita attiva, mi sento proiettato al servizio del Paese e del cittadino»

Luca Ugaglia

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redazione@laprovinciacr.it

20 Giugno 2022 - 05:05

Sesto, dal Manin di Cremona al liceo classico militare 'Teuliè' di Milano

Andrea Alberone durante un'esercitazione

SESTO - La divisa, il rigore, la disciplina. Sono il mondo di Andrea Alberone, che a 17 anni è diventato allievo di una scuola dell’esercito. Ha scelto la prestigiosa Teuliè di Milano, dove dal 2021, dopo il biennio di studi al Manin di Cremona, frequenta con profitto il liceo classico militare. Ha detto insomma addio alle libertà tipiche di un adolescente per inseguire un sogno. Se tutto andrà per il verso giusto, la sua aspirazione è quella di frequentare l’Accademia di Modena e diventare ufficiale. La prima soddisfazione del giovane, che abita alla cascina Canove di Sesto con papà Antonio, mamma Elena e i fratellini Mattia ed Emma, l’ha gustata quindici giorni fa. Il 2 giugno, per la festa della Repubblica, a Roma ha sfilato alla parata dei Fori Imperiali davanti al presidente Mattarella e alle massime cariche dello Stato.

La parata dei Fori Imperiali dello scorso 2 giugno davanti al presidente Mattarella e alle massime cariche dello Stato


«Non ho tradizioni militari in famiglia – racconta Andrea - nessuno dei miei parenti ha intrapreso questa carriera, ma già da piccolo ne subivo il fascino. Sono cresciuto in una modesta cascina circondata solo da campi e, come molti bambini, insieme ai miei amici, giocavamo a fare i soldati. Il gioco è diventato un sogno, poi una sana ambizione. La decisione di arruolarmi nell’Esercito, quindi, è maturata nel tempo. Oggi la vivo come una scelta di vita attiva, per ora da allievo, ma proiettato al servizio del Paese e del cittadino». Avere poca libertà e obbedire agli ordini dei superiori non lo spaventa e non gli dà fastidio: «Quando si pensa all’obbedienza – chiarisce il 17enne - solitamente si compie l’errore di associarla ad un’oppressione, all’annullamento delle proprie idee e della propria personalità. Altrettanto di frequente si accomuna questo principio al solo mondo militare e alla sua struttura gerarchica. In realtà per un militare la disciplina è consapevole e partecipata, ogni buon cittadino rispetta degli obblighi nella vita quotidiana; la mia esperienza nell’esercito mi ha sicuramente messo di fronte sfide più impegnative da questo punto di vista, ma vivo questa disciplina come una maestra di vita. Quando ti confronti con qualcosa di nuovo e più impegnativo, come degli obblighi più stringenti, riesci a godere meglio della vera libertà, quella del cuore, della mente, di una volontà che giorno dopo giorno impara a rafforzarsi e a vivere tutto, ma proprio tutto, con serenità».

Il 17enne Andrea Alberone in uniforme da cerimonia


Stare lontano dagli amici e dallo svago per fare questa vita non è un peso: «Vivere in una scuola dell’Esercito è ovviamente diverso rispetto alla vita che conducevo fino allo scorso settembre – ammette Andrea - periodo in cui pensavo di poter fare qualsiasi cosa volessi. Il regolamento impone dei doveri precisi, a partire dal decoro della persona: niente barba e sempre in uniforme. Inoltre gli spostamenti si effettuano sempre di corsa e non si usa il cellulare se non negli orari stabiliti dal regolamento. All’inizio può apparire difficile, ma ci si abitua presto e quando torno a casa per le vacanze, vedendo i miei coetanei, trovo che sia un bene avere un limite all’utilizzo di questo dispositivo. Apprezzo molto questo rigore e disciplina, ritengo che siano un valore aggiunto, non un sacrificio. Fortunatamente gli amici di Cremona mi sostengono in questa scelta di vita, non mi sono sentito né abbandonato né solo. Infatti nelle ore di libera uscita, nel fine settimana, vengono a trovarmi: ci raccontiamo le nostre giornate, scherziamo, solo che adesso questi momenti sono di condivisione autentica e non più un passatempo per occupare momenti di noia».

La prestigiosa scuola militare Teuliè di Milano

Allontanarsi dagli affetti non è stato facile, ma i genitori sono stati i primi suoi tifosi: «Decidere di frequentare una scuola militare a 16 anni – confessa il giovane - è una scelta di vita che si riflette su ogni singola persona che ti vive accanto, in primis sulla famiglia. Naturalmente i sentimenti che li hanno coinvolti sono stati molteplici: gioia, orgoglio, ma anche malinconia, dettata dalla mia partenza. Nonostante tutto, non sono stati intimoriti dalla mia lontananza e mi hanno sostenuto in questa nuova esperienza. I primi mesi nella Scuola sono stati i più duri. Durante questo primo anno, sono tornato a casa solo per le festività natalizie e pasquali. In questi ultimi mesi, infatti, si sono creati anche legami e rapporti molto forti con i colleghi di corso: posso dire di essere parte anche di questa nuova grande famiglia». Con loro Andrea ha provato l’emozione grandiosa della parata del 2 giugno: «È stata anche un’esperienza autentica e diretta del concetto di comunità – conferma – il tema delle celebrazioni di questo anniversario è stato Insieme per la Pace: mi sono sentito unito alle rappresentanze non solo dell’Esercito e delle Forze Armate, ma di tutte le Istituzioni che servono la nostra Patria e i cittadini».

Gli allievi della scuola militare "Teulié" in parata

«Festeggiare la Repubblica Italiana - spiega il 17enne alberone - non è stato solo ricordare l’adozione di un ordinamento giuridico: abbiamo celebrato la dedizione e l’impegno di tanti, militari e civili, che quotidianamente si adoperano per raggiungere obiettivi condivisi con un’unità di intenti che è moltiplicatore degli sforzi individuali». Andrea ha le idee chiare anche sul suo futuro con le stellette: «Indosserò il cappello degli alpini – annuncia - dei quali mi ha sempre affascinato lo spirito di corpo, l’essere in prima linea in ogni circostanza e lo stretto connubio tra vita militare e montagna, luogo a me davvero molto caro. Il campo d’addestramento militare che sto per affrontare è un’opportunità per misurarmi con gli aspetti più pratici di questa mia scelta di vita».

Agli amici lontani anni luce dai suoi valori cosa vorrebbe dire, Andrea? «Non credo si possa parlare di anni luce, ma un po’ di differenza c’è. Le divergenze di pensiero con alcuni miei coetanei che intraprendono esperienze diverse dalla mia, tuttavia costituiscono uno stimolo reciproco. Forse condividere quello che io e i miei colleghi abbiamo scelto di fare è il primo contributo che da studenti militari possiamo dare alle comunità in cui siamo inseriti».

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