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L'ELECTION DAY

Nuovo sindaco di Crema: domani inizia il «dopo Bonaldi»... oppure al ballottaggio

Astensionismo record: alle urne solo un cremasco su due, calo di quasi 7 punti rispetto al 2017. Nel pomeriggio di domani lo scrutinio che darà un nome al sindaco o farà scattare il testa a test

Riccardo Maruti

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rmaruti@laprovinciacr.it

12 Giugno 2022 - 20:38

Nuovo sindaco di Crema: oggi inizia il «dopo Bonaldi»

Simone Beretta, Fabio Bergamaschi, Maurizio Borghetti, Manuel Draghetti, Paolo Losco e Oronzo Santamato

CREMA - Quasi un cremasco su due ha disertato le urne. Il primo, indesiderato, vincitore delle elezioni amministrative è l’astensionismo: a Crema l’affluenza è stata del 55,06%, vale a dire sette punti in meno rispetto al primo round elettorale del 2017. Se il calo era ampiamente previsto, sulla scorta dei sondaggi effettuati a livello nazionale, il risultato resta comunque eclatante. Alla prima rilevazione, quella di mezzogiorno, aveva crociato la propria scheda il 18,25% degli aventi diritto, con una netta contrazione rispetto al 21,67% del 2017. E nel pomeriggio la quota dei votanti è poco più che raddoppiata, con il rimbalzo al 40,93% registrato alle 19: un valore che ha certificato il pesante gap sulle precedenti amministrative e che si è dilatato ulteriormente nello stanco rush finale del dopocena.

 

 

Dei sei aspiranti alla fascia tricolore, il primo a depositare la scheda nell’urna è stato Simone Beretta: erano le 7,30 quando il leader della lista indipendente di centrodestra «Crema... non è uno slogan» si è presentato — polo azzurra e marsupio allacciato in vita — al seggio allestito alle scuole elementari di San Bernardino, accompagnato dalla figlia Gisella. Poi, come ogni domenica, ha partecipato alla santa messa delle 8.

 


Istituto Pacioli, ingresso di via Dogali: Fabio Bergamaschi ha varcato la soglia alle 9 in punto in jeans e camicia bianca. Sorridente, ma con il batticuore, come ha confessato: «Votare è un’assunzione di responsabilità nei confronti della propria comunità. Non è necessario essere candidati per avvertire tutta la bellezza di questo gesto. Io l’ho sempre percepita! Ma oggi con un’emozione particolare».

 


Anche Manuel Draghetti, frontman del Movimento 5 Stelle, ha rimarcato la «grande emozione» al momento di tracciare la fatidica croce sulla scheda, alle 11.30, in una delle cabine della scuola elementare di Santa Maria della Croce. Il 26enne prof di Chimica non ha mancato di lanciare il suo appello ai concittadini: «Queste elezioni sono troppo importanti: chi amministrerà Crema nei prossimi anni dovrà gestire i tanti fondi del Pnrr che avranno dirette conseguenze su Crema e i Cremaschi. Serve una grande partecipazione».

 

 

Alla stessa ora, alla scuola elementare dei Sabbioni, anche Oronzo Santamato stava infilando la sua scheda nell’urna, come sempre in giacca e cravatta, come l’ha conosciuto la popolazione cremasca in questa campagna elettorale: «Dar voce alla nostra volontà e alle nostre idee ci garantisce che la nostra voce sia ascoltata. Ricordiamoci sempre che la democrazia è preziosa e non possiamo darla per scontata. W la libertà», ha detto l’uomo guida della lista «Noi Crema».

 


Poco prima di mezzogiorno il candidato del centrodestra Maurizio Borghetti — suite blu e sorriso radioso — ha fatto il suo dovere di elettore al liceo Racchetti. E sui social ha racchiuso il momento in una fotografia accompagnata da una didascalia stringata: «Questa volta votare è stato veramente emozionante». Sopra l’immagine, il motto «Dai burdèl» e gli emoticon di un pollice all’insù e di un cuore rosso. La sintesi dell’entusiasmo e della passione che il «doc» ha riversato nella campagna elettorale che ha segnato il suo ritorno sulla scena politica.

 


Paolo Losco, capopolo di Sinistra unita, ha offerto il suo contributo emotivo all’election day di Crema facendosi trovare al fianco di amici e sostenitori in alcune delle sezioni elettorali della città: tappa numero uno la scuola elementare di Ombriano, prima di una lunga giornata di pronostici consumata nell’attesa dello spoglio. Che — al netto di imprevisti — inizia per tutti alle 14.

 

 

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