L'ANALISI
CREMA VERSO LE ELEZIONI
27 Maggio 2022 - 05:20
Il deputato del Partito Democratico Alessandro Zan durante la videoconferenza organizzata dalla lista che appoggia Bergamaschi
CREMA - Esordisce con l’augurio che l’arcobaleno continui a brillare su Crema: «Faccio il mio in bocca al lupo a Fabio Bergamaschi perché possa proseguire la stagione dei diritti e della qualità della vita che il sindaco Stefania Bonaldi ha saputo avviare con grande coraggio». Poi si concentra soprattutto sulla proposta di legge, da poco presentata dal Pd, che riporta sui banchi del Parlamento la discussione sulle discriminazioni omotransfobiche e misogine.
Alessandro Zan, ospite in videoconferenza dell’incontro organizzato dalla lista CremaLab in sala Ricevimenti, affonda il colpo contro chi, lo scorso ottobre, ha contribuito ad affossare il ddl che portava il suo nome: «Quell’esultanza da osteria esplosa in Senato ha fatto il giro del mondo, facendoci vergognare. I cittadini possono fare molto: di fronte a quell’orribile urlo le piazze si sono riempite, soprattutto di giovani indignati». Quindi aggiunge: «Non voglio arrivare ad una seconda bocciatura, che fornirebbe un nuovo lasciapassare agli omofobi di questo Paese. Non ce lo possiamo permettere. Chi è pronto a schierarsi con noi questa volta dovrà dircelo con chiarezza. Ovviamente non includo né Lega né Fratelli d’Italia, perché non li considero interlocutori. Finché non ci sarà una legge contro i crimini d’odio, lo Stato starà dalla parte degli aggressori».

Zan risponde alle domande dei due giovani candidati di CremaLab Marta Boselli e Thomas Scotti: «I diritti civili non possono essere considerati un corollario, in quanto sono strategici per la qualità della democrazia. Basti pensare al patriarca ortodosso che, nel pieno di una guerra nel cuore dell’Europa, attacca i gay per colpire l’Occidente. Dove i diritti civili vengono compressi, negati e violati si sprofonda in sistemi dittatoriali che reprimono il dissenso nel sangue o con arresti di massa, come accade nella Russia di Putin».
Secondo Zan anche l’Italia non è al riparo: «Dobbiamo fare i conti con una destra reazionaria e suprematista che si salda a destre omotransfobiche e misogine. Nel nostro Paese sopravvive una forte cultura patriarcale altamente tossica. Sulla tutela dei diritti l’Italia resta molto lontana dai Paesi più avanzati dell’Ue, a causa di una legislazione molto arretrata e dello scarso sviluppo di buone prassi. I Comuni sono la nostra piccola avanguardia: quello che ha fatto Crema costituisce un esempio virtuoso».
Il deputato padovano indirizza un attacco frontale contro Matteo Salvini: «Il leader della Lega usa di continuo affermazioni volgari e violente. Altro che “giù le mani dai bambini”... Praticare il rispetto nelle scuole aiuterebbe i giovani a vedere le differenze come un valore. Su questi temi i minori vengono spesso strumentalizzati, ma le nuove generazioni sanno accettare le persone per quello che sono. Gli stereotipi di genere? Sono un lascito culturale altamente tossico del patriarcato. Sulla base di un genere non si possono imporre ruoli». Zan riserva una riflessione anche a quell’entertainment che sdogana parole discriminatorie: «Va di moda contestare il cosiddetto politically correct. Penso a Pio e Amedeo: dire in tv “f***io” o “n**ro” non è una forma di libertà, ma una regressione triviale».
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