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CREMONA INCLUSIVA?

«Porte chiuse» ai disabili, impossibile trovare casa

L’amarezza della coop Ventaglio Blu e di Anffas: dopo mesi di ricerche, non sono riusciti a trovare nessuno che fosse disponibile ad affittare un appartamento per i progetti di autonomia abitativa

Lucilla Granata

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redazione@laprovinciacr.it

13 Maggio 2022 - 05:25

«Porte chiuse» ai disabili, impossibile trovare casa

CREMONA - La delusione è grande, la denuncia grave: la cooperativa Ventaglio Blu e l’Anffas, dopo mesi di ricerche, non sono riuscite a trovare qualcuno che fosse disponibile ad affittare loro un appartamento dove inserire disabili autonomi e paganti. Per mancanza di appartamenti disponibili in affitto a Cremona? «No, perché nessuno vuole handicappati in casa».


Lo spiega, senza mezzi termini, Serena Gagliardi: «Noi abbiamo in affitto due appartamenti che definiamo appartamenti palestra — riferisce la coordinatrice dei servizi educativi della Cooperativa Ventaglio Blu —. In questi appartamenti inseriamo persone con disabilità che vengono da progetti diversi e fanno esperienze che possono andare da poche ore a tutto un giorno e anche alla notte. Di fatto provano a vivere da soli per migliorare le loro competenze legate all’autonomia abitativa. Ovviamente sempre supportati da educatori. Imparano e si esercitano a fare cose e a gestire spazi, in autonomia sempre maggiore. Nei due appartamenti che abbiamo in affitto adesso, ci sono alcune persone con cui abbiamo già fatto un percorso piuttosto lungo che adesso prevederebbe l’autonomia pressoché totale. Ovvero, un accompagnamento diurno che si limiterà a qualche ora di monitoraggio da parte degli educatori. Parliamo di persone che sono già autonome, hanno anche un impiego e avrebbero solo bisogno di una visita di pochi minuti. Il loro percorso è finanziato dalla legge 112 del 2016. Questo permette loro di avere dallo Stato un contributo fisso per pagare gli affitti. Alla distanza, poi, subentra la compartecipazione della famiglia, perché vivere da soli nel tempo deve diventare sostenibile».

«Tutti hanno anche una pensione e l’accompagnamento - continua Gagliardi -. Così, quando affittare una casa è diventato impossibile, abbiamo iniziato a cercare insieme all’Azienda Sociale del Cremonese. L’Azienda si farebbe carico del contratto d’affitto intestandoselo. Abbiamo pensato questo perché così per i possibili affittuari potrebbe suonare più rassicurante. Come qualcosa di sicuro e garantito. Ma abbiamo scoperto che il problema non è economico. Non vogliono i nostri soldi. Abbiamo girato tantissime agenzie, ma nessuno ci ha dato la disponibilità. E non hanno utilizzato giri di parole quando si è trattato di spiegarci perché. Ci siamo sentiti rispondere cose come ‘se arriva un disabile non si riesce a mandare più via’. Un’altra è riuscita a spiazzarci ulteriormente dicendoci che non ci avrebbe affittato casa ‘perché ho i divani bianchi e i disabili me li rovinerebbero’. Altri, forse un po’ più attenti alla forma, si sono limitati a dire che non sono interessati. Fino a questo momento noi abbiamo cercato gli appartamenti per vie normali. Perché i nostri ragazzi sono persone che hanno gli stessi diritti e i medesimi doveri dei cosiddetti normali. Non vogliamo niente gratis, chiediamo solo i diritti di tutti, ma ai ragazzi disabili non è data questa possibilità».


Adesso Ventaglio Blu e Anffas si sono rivolti al vescovo Antonio Napolioni: «Perché ponga attenzione alle nostre esigenze e magari ci aiuti ad aprire qualche porta. Stiamo inoltre cercando qualcuno che ci venga incontro, perché attraverso i canali normali non è davvero possibile trovare una casa. Pensavo che Cremona fosse più disponibile. Più aperta e inclusiva. Invece ci ritroviamo qui a fare un appello. Non chiediamo favori, solo diritti. Chiediamo di avere la possibilità di pagare il giusto, per avere una casa. E continua a sembrarci incredibile non riuscirci…».

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