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Mercato immobiliare: «Mai così tante locazioni brevi»

Paolo Feroldi (Casapoint): «Bene le compravendite, i prezzi aumentano». Il Covid ha fatto anche cambiare i gusti dei compratori: chi cerca casa lo fa prevalentemente in campagna o nelle prime periferie

Elisa Calamari

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redazioneweb@laprovinciacr.it

10 Maggio 2022 - 08:58

Mercato immobiliare: «Mai così tante  locazioni brevi»

Paolo Feroldi, presidente di Gruppo Casapoint

CREMONA - A confermare la tenuta del mercato immobiliare – ma anche a spiegare come sono mutate le richieste di chi vuole comprare o affittare appartamenti, ville, caseggiati – sono gli addetti ai lavori. Come Paolo Feroldi, presidente di Gruppo Casapoint che ha agenzie in tutto il territorio provinciale e dunque un polso della situazione ad ampio raggio.
«La ripresa a livello di compravendite la registriamo da un po’ e il picco c’è stato l’anno scorso – spiega –. Quando c’è una ripresa così sensibile è normale che i prezzi aumentino. Cosa che vale soprattutto per certe tipologie di abitazioni, ad esempio oggi vengono cercate case con classi energetiche importanti e questo contribuisce ad alzare i prezzi. Per quanto riguarda Cremona e provincia, comunque, non si tratta di incrementi esponenziali».

Sugli affitti, invece, Feroldi precisa che i dati statistici andrebbero approfonditi. Perché soprattutto negli ultimi mesi si è aperta e ha avuto un grande impulso una nuova tipologia di richieste: quella degli affitti brevi. «Abbiamo registrato un grosso aumento degli affitti di sei o otto mesi – continua Feroldi – e allo stesso tempo un aumento sensibile di una tipologia di appartamento destinata a questi, cioè i bilocali». Un cambiamento legato a nuove emergenti esigenze lavorative: «I lavoratori si spostano di più e recarsi per diversi mesi in albergo diventa decisamente costoso – spiega –. A fronte di un incremento di richieste di questo tipo, sempre più proprietari si stanno adeguando. Hanno capito che possono essere redditizi anche gli affitti brevi e non solo quelli classici quattro più quattro, perché il mercato del lavoro lo richiede. Allo stesso tempo, però, l’emergere di questa nuova tipologia di contratto ha fatto aumentare i canoni. Per un bilocale, in alcuni casi, si è passati da 400-450 euro al mese ai 500-550 attuali. Quindi gli incrementi che si registrano sono da imputare prevalentemente a questo genere di affitto, mentre per i contratti più classici e a lungo termine i canoni sono rimasti stabili».

Infine, Feroldi conferma che il Covid ha fatto anche cambiare i gusti dei compratori: chi cerca casa, da due anni a questa parte, lo fa prevalentemente in campagna o nelle prime periferie. «E sempre più spesso si cercano immobili con spazi verdi – conclude – e con balconi. Prediligendo le piccole palazzine». Insomma, il lockdown e le quarantene hanno fatto riscoprire l’importanza di poter contare su cortili, giardini. Luoghi all’aria aperta che diventano quasi ‘oasi’ soprattutto per le famiglie con bambini.

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