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SOLAROLO RAINERIO

Saman, il tenente colonnello: «Dopo le indagini ho bisogno dello psicologo»

L’ex comandante della Compagnia Cc di Casalmaggiore ha raccontato gli sviluppi sul caso della 18enne pakistana scomparsa nell'aprile 2021

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

07 Maggio 2022 - 15:33

Saman, il tenente colonnello: «Dopo le indagine ho bisogno dello psicologo»

Saman Abbas, il tenente colonnello Luigi Regni e il presidente del Rotary Casalmaggio-re Oglio Po Luigi Borghesi

SOLAROLO RAINERIO - Ha parlato di disagio giovanile ma anche del caso della giovane pakistana Saman Abbas, la 18enne sparita da Novellara, in provincia di Reggio Emilia, nella notte tra il 30 aprile il primo maggio 2021. Il tenente colonnello Luigi Regni, comandante della Compagnia carabinieri di Guastalla, dal 2003 al 2012 a capo della Compagnia di Casalmaggiore, è stato protagonista giovedì sera al ristorante La Clochette di Solarolo Rainerio di una conviviale del Rotary Casalmaggiore Oglio Po, guidata dal presidente Luigi Borghesi, che aveva al centro il tema «Come aiutare giovani ed adolescenti a crescere nella sensibilità sociale e nel rispetto della legalità».

Soffermandosi su Saman, l’ufficiale ha ammesso di essere rimasto molto colpito da quanto avvenuto: «Dovrei andare io da uno psicologo, per me questa vicenda è stata pesante a livello psicologico», ha detto Regni.

Vedo quel video da un anno e ancora mi chiedo dove la ragazza possa essere. Ormai non riesco più a passare di lì

Il corpo della giovane, com’è noto, nonostante le ricerche approfondite, non è stato ancora trovato. Pochi giorni fa è stato reso pubblico il video che mostra, pochi minuti dopo la mezzanotte tra il 30 aprile e il primo maggio, Saman che esce di casa accompagnata dai due genitori, che poco dopo rientrano da soli. Il padre poi esce e ritorna con lo zainetto che aveva la figlia.

«Vedo quel video da un anno e ancora mi chiedo dove la ragazza possa essere — ha detto Regni —. Ormai non riesco più a passare di lì».

IL PROCESSO INIZIERA' IL 17 MAGGIO

Il 17 maggio inizierà il processo con l’udienza preliminare nel tribunale di Reggio Emilia. Cinque gli imputati, cioè lo zio e i due cugini arrestati e i genitori irreperibili (le autorità pakistane non hanno nemmeno risposto alle richieste di rogatoria internazionale). I reati ipotizzati sono concorso in sequestro, omicidio e soppressione di cadavere.

In tema di disagio giovanile, Regni ha sottolineato che «è diminuita molto l’età problematica dei ragazzi: abbiamo problemi con 11-12enni che usano cellulari, ma a quell’età essere collegati con il mondo non è consigliabile, tanto che ci sono giovanissimi che compiono reati per spirito di emulazione. La presenza dei carabinieri nelle scuole serve anche a spiegare che chiedere soldi al compagno per restituirgli il cellulare si chiama estorsione. Gran parte dei ragazzi però si comporta bene — ha osservato —, l’importante è emarginare i pochi violenti e mettere da parte questi ‘intoccabili’ di cui si ha paura. Agli studenti delle scuole racconto cosa accade quando individuiamo i responsabili di danneggiamenti e risse. Una volta convocati in caserma per essere restituiti ai genitori, alla nomina di un difensore ad inizio verbale mostrano la loro vigliaccheria».

Regni ha parlato anche di genitori: «Purtroppo pesa spesso l’assenza delle famiglie».

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