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CREMONA. IL CASO

Pieno «aziendale»: licenziato, ma assolto

Un dipendente di Terna Rete Italia accusato di aver fatto 55 euro di gasolio all’auto con la carta di credito della società e fuori orario di servizio. La telecamera lo scagiona

Francesca Morandi

Email:

fmorandi@laprovinciacr.it

07 Maggio 2022 - 05:25

Pieno «aziendale»: licenziato, ma assolto

CREMONA - Abita nel Cremonese, ha 50 anni, per 25 è stato dipendente di Terna Rete Italia Spa. Mai un rimprovero, mai un richiamo verbale. Un dipendente modello, quattro anni fa finito nei guai per aver fatto, dal benzinaio vicino a casa, 55 euro di gasolio alla propria auto con la carta di credito aziendale, fuori orario di servizio.

Licenziato prima, assolto ora «per non aver commesso il fatto» dall’accusa di aver utilizzato illegittimamente la carta carburante con l’aggravante di aver commesso il fatto con abuso di prestazione d’opera.

Assolto, il dipendente lasciato a casa, perché non è il «furbetto del carburante», non ha lucrato sulla carta aziendale. A far benzina c’era andato alle 18.30 del 18 dicembre del 2018, martedì, e non un’ora prima, alle 17.26, come risultava, invece, dallo scontrino della carta carburante.

LA PROVA

La prova? La telecamera del distributore. Della discrepanza relativa agli orari non hanno trattato nella discussione né il pm, che al gup Elisa Mombelli aveva chiesto di condannare il dipendente a 1 anno di reclusione e a 800 euro di multa, né Giulia Bongiorno, l’avvocato di parte civile di Rete Terna Italia (in udienza sostituita da una collega). La discrepanza è stata «l’asso nella manica» degli avvocati Alberto Gnocchi e Roberto Calza, difensori del dipendente processato con l’abbreviato. Intanto, al Tribunale di Lodi (luogo di lavoro) l’avvocato Gnocchi ha impugnato il licenziamento e ora produrrà la sentenza di assoluzione incassata a Cremona.

L'INDAGINE

L’indagine. A Terna Rete Italia Spa si sono accorti di una quindicina di prelievi illegali di gasolio con carte aziendali. Funziona così. Ogni carta è in dotazione a ciascuna auto di servizio: viene infilata nel parasole, l’auto viene chiusa, le chiavi vengono messe in un ufficio, nel cassetto aperto, accessibile a tutti.

Indagine «poderosa». Sono stati incrociati i dati telefonici dei dipendenti, i loro orari di lavoro, si è verificato dove fossero stati fatti i prelievi. «Dei 15 prelievi sospetti — hanno spiegato i legali —, quattro erano astrattamente compatibili con l’orario di lavoro del nostro assistito, in una decina di casi non c’entrava. È finito sotto indagine per un episodio. Hanno anche visto le riprese del distributore di benzina dove ha effettuato il prelievo».

‘Eccolo lì’: 2+ 2 =4. Terna Rete Italia Spa ha querelato il dipendente da 25 anni senza né macchia né peccato, ha atteso l’esito dell’indagine della Procura, lo ha licenziato. Assolto.

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