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CREMONA

Caso Bresciani, è stato demansionato ora va risarcito: Comune condannato

Da dirigente «apicale» a funzionario senza incarichi dopo l’insediamento della giunta Galimberti. Il giudice del lavoro ha disposto un indennizzo di 49.440 euro più gli interessi

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

19 Dicembre 2021 - 05:15

Caso Bresciani, è stato demansionato ora va risarcito: Comune condannato

CREMONA - Assunto in Comune nel 1978, una lunga carriera sino a raggiungere le posizioni apicali di dirigente in vari settori: dall’ambiente, alla mobilità sostenibile, al traffico.

Dal giugno del 2014, con l’insediamento della giunta Galimberti, l’improvviso, inaspettato demansionamento a funzionario senza incarichi.

Il giudice del lavoro, Annalisa Petrosino, ora ha dato ragione all’architetto Enrico Bresciani, l’ex dirigente che aveva trascinato in Tribunale il Comune. L’ente è stato condannato a risarcirgli 49.440 euro, più gli interessi: 9.440 euro «per il danno non patrimoniale sofferto, nelle sue diverse componenti: salute, morale, esistenziale»; 7 mila euro di danno di immagine professionale; 28 mila euro di danno patrimoniale alla professionalità sofferto da Bresciani nei quattro anni e sei mesi di demansionamento.

MOTIVAZIONE DELLA SENTENZA. «A seguito delle elezioni di maggio/giugno del 2014 e dell’ordinario avvicendamento negli incarichi apicali a tempo determinato - di dirigenza e di posizione organizzativa - del Comune di Cremona (cd spoils system) Bresciani riveste, dal 20 giugno al 20 luglio del 2014, il ruolo di Responsabile della posizione organizzativa del servizio ambiente, trasporti e mobilità sostenibile. Nessun incarico apicale gli viene assegnato per il periodo successivo», è scritto nella motivazione della sentenza.

Nel ricorso contro il Comune, lamentandosi del demansionamento e dello svuotamento delle mansioni, Bresciani aveva messo in fila tutti i nuovi incarichi che gli avevano affidato. Come la mappatura degli edifici comunali contenenti amianto «continuativamente sino all’inizio del 2017». «Mansioni meramente esecutive, che non richiedono alcuna autonomia decisionale, ma, al più, una mera autonomia operativa, né implicano la trattazione di questioni rilevanti». O come l’incarico «di occuparsi di mercatini (viabilità e verifica dei prodotti a denominazione comunale controllata), ma in concreto non fa alcunché, in quanto «l’attività non si è più sviluppata, perché non si è manifestata subito la necessità di fare pianificazioni sui mercatini».

E ancora, Bresciani «viene adibito all’attività di consegna e dismissioni degli alloggi Erp)». Come una immobiliarista, l’architetto Bresciani si reca presso gli alloggi, incontra gli assegnatari, mostra gli immobili, sottoscrive il verbale di consegna, verifica la pulizia dei locali e riferisce. Insomma, mansioni che per lui che è laureato in Architettura, «non richiedono il possesso di una laurea».

Ed ancora, Bresciani viene incaricato in una occasione di recarsi al Cimitero per controllare la presenza di perdite d’acqua, in un’altra di scattare fotografie «a un segmento specifico delle antiche mura di Cremona adiacente ad un condominio», in un’altra ancora, di verificare l’esistenza di problemi idraulici in una scuola.

Bresciani è in pensione dal luglio di quest’anno. Il Comune lo ha demansionato. Ora dovrà risarcirlo.

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Commenti all'articolo

  • rugginesana

    19 Dicembre 2021 - 09:45

    Democratica la nuova sinistra !!!!

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