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Multe, resi i soldi a chi ha pagato troppo

Il Comune accantona 9.450 euro. Dall’altra parte ammonta a 5 milioni l’evasione dei tributi nel 2021

Massimo Schettino

Email:

mschettino@laprovinciacr.it

06 Maggio 2022 - 05:20

Multe, resi i soldi a chi ha pagato troppo

CREMONA - Da una parte c’è chi ‘lima’ o ignora i tributi locali, ma dall’altra ci sono anche i super virtuosi delle multe che, quando devono pagare il bollettino per una sanzione elevata dalla Polizia locale versano una cifra eccessiva. Ossia, ad esempio, chi paga la sanzione per intero entro cinque giorni dalla notifica pur avendo diritto alla riduzione del 30%. Oppure c’è chi si porta avanti e versa già la sanzione raddoppiata anche se non è trascorso il termine dei 60 giorni oltre il quale è prevista la ‘stangata’. E c’è anche chi si confonde e versa alla Polizia locale l’importo di una multa elevata magari dalla Stradale. C’è anche chi paga una multa che era già stata saldata. Infine — spiega il comandante della Polizia locale, Luca Iubini — c’è anche il caso della restituzione di parte delle somme versate a titolo di cauzione da parte dei proprietari dei veicoli sottoposti a sequestro amministrativo e rottamati.

La legge prevede, ovviamente, che le somme versate in eccedenza rispetto al dovuto per il pagamento dei verbali di contestazione relativi a sanzioni amministrative per violazione al codice della strada ed altre leggi e regolamenti debbano essere restituite.

Ecco quindi che il Comune ha accantonato a questo scopo la spesa presunta di 9.450 euro per il 2022. Si tratta di una somma che viene ipotizzata sulla scorta degli importi liquidati a seguito delle richieste presentate dagli utenti negli anni precedenti. Anni segnati dai provvedimenti e dalle chiusure anti Covid che hanno inevitabilmente inciso anche sulla mole delle sanzioni elevate.

Quindi la somma nel 2021 era identica e anche nel 2020 erano stati accantonati 9.450 euro.

Nel 2019, invece, l’importo accantonato era stato pari a 19 mila euro.

Nel 2018 la previsione era stata di 13.300 euro, mentre nel 2017 era stata di 13.500. Si tratta, come si vede, di cifre che poco incidono sul bilancio comunale.

Ben più corposi i 5.017.726 euro accertati dal Comune nel corso del 2021 come evasione dei tributi locali. In particolare ammonta a 3.730.914 euro l’evasione accertata nel 2021 dell’Imu e a 1.286.004 quella relativa alla Tarsu, la tassa rifiuti solidi urbani. Infine è solo di 808 euro l’evasione della Tasi, la tassa sui servizi indivisibili. Con i 5 milioni accertati nel 2021, il totale delle cartelle emesse a partire dal 2014 ammonta a un valore pari a 29.500.892 euro.

Nel rendiconto del bilancio presentato nel Consiglio comunale il 28 aprile dall’assessore Maurizio Manzi, è riportato un indice del contrasto all’evasione ottenuto rapportando gli accertamenti emessi sul totale delle entrate tributarie. Questo indice era pari al 2,11% nel 2014 e poi è passato al 4,77% nel 2015; al 5,56% nel 2016; al 7,04% nel 2017; al 12% nel 2018; al 9,63% nel 2019; al 9,99% nel 2020 e, infine, al 9,77% nel 2021.

Ma sulla capacità del Comune di riscuotere quanto accertato era arrivata a dicembre del 2021 dalla Corte dei conti la deliberazione che invitava il Comune ad «adoperarsi per un effettivo e concreto miglioramento dell’efficienza delle attività di contrasto all’evasione tributaria e, più in generale, della riscossione delle entrate».

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