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CAPPELLA CANTONE

Nell'ex cava non c'è posto per i rifiuti, ricorso bocciato dal Tar

Per ora addio alla discarica. I magistrati amministrativi bresciani dicono no al progetto. Ma la battaglia legale non è terminata

Andrea Arco

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andreaarco23@gmail.com

05 Maggio 2022 - 17:03

Nell'ex cava non c'è posto per i rifiuti, ricorso bocciato dal Tar

L’angusta strada per la vecchia cava all’origine del respingimento

CAPPELLA CANTONE - Nella ex cava non c’è posto per i rifiuti. Il Tar ha deciso. Di nuovo e per ora.

Se non è propriamente una pietra tombale, perché in ballo ci sono altri due ricorsi e perché ormai non ci si spera quasi più, la sentenza pubblicata mercoledì sera in merito alla possibilità di costruire una discarica a Cappella Cantone resta fondamentale, anche perché potrebbe ‘far scuola’.

La sede bresciana del tribunale regionale ha rigettato con fermezza il ricorso di Roncelli Costruzioni dando ragione alla Provincia di Cremona che ha negato l’autorizzazione e ai Comuni.

Una grande vittoria anche per la Lameri Cereals, assistita dal legale Elia Di Matteo che è sceso in campo con quello che tecnicamente si definisce «un atto d’intervento volontario» ribadendo la pericolosità di un simile progetto «vista la vicinanza a un’azienda agroalimentare e alle falde acquifere, obiettivi assolutamente da tutelare».

Di matteo

L'avvocato di Lameri Cereals Elia Di Matteo

L'ODISSEA GIUDIZIARIA

L’odissea giudiziaria della cava di Cappella Cantone, rimbalzata dal penale all’amministrativo per quasi quindici anni, pare ormai essere vicina alla sua conclusione. Almeno una tranche, lo è di fatto. Qui nel 2007-2008 Cave Nord voleva costruire una discarica di amianto. Le autorizzazioni c’erano già, nonostante la presenza a meno di un chilometro delle coltivazioni di Lameri e la ricchezza di falde quasi rasoterra. L’azienda, poi fallita, è stata rilevata dalla Locatelli. Le infinite vicissitudini e gli scandali che hanno coinvolto dirigenti e vertici hanno poi congelato il progetto. L’area, una volta dissequestrata, è finita all’asta. L’ha comprata la Roncelli.

«Negli atti del fallimento si leggeva chiaramente – sostiene l’avvocato Di Matteo – che lì non si sarebbe potuta costruire una discarica». Roncelli però la vede in modo diverso e presenta il progetto. La discarica resta, sparisce l’amianto. Lameri non è d’accordo e dalla sua ha una sentenza del Consiglio di Stato. Nemmeno la Provincia e i Comuni di Cappella e San Bassano (le acque delle falde arrivano qui) ci stanno. Si ricomincia, di fatto, daccapo.

Il municipio del piccolo paese individua l’area come a uso agricolo ma non basta. Si torna in tribunale. I ricorsi, stavolta, sono tre: c’è quello della provincia assistita dall’avvocato Paolo Colombo del foro di Mantova (contrario alla discarica), del Comune con la collega cremonese Marzia Soldani (contrario alla discarica) e quello di Roncelli (a favore).

Poi c’è Lameri Cereals con Di Matteo, da ‘esterni’. La sentenza del Tar di Brescia (che è la numero 438 del quattro maggio 2022) riguarda il ricorso di Roncelli, respinto. Il perché, però,  non è da ricercarsi nel pericolo di inquinamento, piuttosto in un parere espresso precedentemente da Cremona che giudicava la strada d’accesso alla cava, futura discarica, come pericolosa e troppo trafficata.

«Bene ha fatto la provincia a negare l’autorizzazione a Roncelli – commenta il legale Di Matteo – anche se sarebbe stato decisamente meglio che si fosse espressa anche sul pericolo ambientale. Resta comunque soddisfazione per questo risultato».

L'IMPEGNO DEL CRONISTA BERSELLI

L'annoso e intricato dibattito sulla discarica di Cappella Cantone è finito sotto i riflettori anche, e soprattutto, grazie alle inchieste e all’impegno di Matteo Berselli, cronista de La Provincia di Cremona e Crema scomparso di recente. Le colonne d’inchiostro spese per documentare la vicenda, sempre con assoluta trasparenza e obiettività, gli valsero anche un importante riconoscimento giornalistico nazionale.

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