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Saluti romani dei fascisti, Galimberti: «Basta, sono disgustato»

La condanna del sindaco dopo la cerimonia al cimitero

Mauro Cabrini

Email:

mcabrini@laprovinciacr.it

04 Maggio 2022 - 05:25

Saluti romani dei fascisti, Galimberti:  «Basta, sono disgustato»

Il sindaco Gianluca Galimberti

CREMONA - Ha atteso tre giorni, presumibilmente trascorsi con il pensiero diviso tra la manifestazione del 25 Aprile, lunedì scorso in piazza del Comune, e la cerimonia che l’ha seguita, il sabato successivo, ai sacrari del cimitero: prima l’omaggio fra le bandiere tricolori alla Liberazione, poi gli onori tra i saluti romani a Benito Mussolini, al ras di Cremona Roberto Farinacci e a tutti i caduti della Repubblica di Salò. Di qui la memoria della Resistenza, tenuta viva dalle istituzioni; di là la celebrazione «sfacciata» dei nostalgici. E alla fine, forse stretto tra il rispetto della prima e il fastidio per i secondi, con più forza di sempre, certamente spinto anche dal momento storico particolare per la guerra in Ucraina, il sindaco Gianluca Galimberti ha preso una posizione durissima.

saluti fascisti

La commemorazione con i saluti romani al cimitero


«Ogni anno la stessa storia. Anzi peggio. Quest’anno, oltre alle bandiere, ai saluti romani e agli inni fascisti che offendono e disgustano, ci si permette ancora di dire ‘ce ne freghiamo dei divieti — ha postato sul proprio profilo Facebook tutto il suo risentimento, umano e istituzionale, il primo cittadino —. Ora basta». 

Nel silenzio del cimitero, che sa di eterno, ogni donna e ogni uomo trovano riposo. Ma la responsabilità dei loro atti resta

Stop anche alle ‘giustificazioni’: «Si dice che è una pagliacciata nostalgica? Non solo. È totalmente inaccettabile che qualcuno si permetta ancora di celebrare, in modo volgare e sfacciato, gli atti tirannici di morte e sterminio, genocidio e crudeltà di nazisti e fascisti in Italia e in Europa — Galimberti ha firmato la sua condanna come mai aveva fatto dall’inizio del suo doppio mandato, pur comunque contraddistinto dal convinto divieto a quel ricordo —. Dalla violenza e dal sopruso non potevano che nascere allora e non possono che nascere ancora oggi violenza e sopruso. E morte. E in questi giorni in cui rivediamo la guerra in Europa e torniamo a interrogarci su che cosa significa per un popolo invaso combattere per la propria libertà, è ancora più crudele e stupidamente insensato, anche nei confronti di tutte le vittime innocenti di allora e di oggi. Noi siamo italiani, il fascismo l’abbiamo conosciuto, ne siamo stati anche responsabili. E la tragedia immane della guerra l’abbiamo provata. A noi spetta la responsabilità di dirlo e ricordarlo».

Sottolineando anche le colpe del passato con l’obiettivo di evitare le medesime responsabilità adesso e in futuro: «Nel silenzio del cimitero, che sa di eterno, ogni donna e ogni uomo trovano riposo. Ma la responsabilità dei loro atti resta — la riflessione finale, tranciante quanto e più dell’analisi che l’ha preceduta —. E anche la nostra».

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Commenti all'articolo

  • cirio2

    04 Maggio 2022 - 11:37

    A me disgusta che a scuola 40 Anni fa mi inculcassero Bella ciao, però mi è toccato, quindi !

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  • fatacco_cr

    04 Maggio 2022 - 10:25

    Giusta la sua esternazione ma si vorrebbe vedere lo stesso tono quando è il lato opposto a fare manifestazioni con disordini!

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  • fatacco_cr

    04 Maggio 2022 - 10:25

    Giusta la sua esternazione ma si vorrebbe vedere lo stesso tono quando è il lato opposto a fare manifestazioni con disordini!

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