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ECONOMIA E CONGIUNTURA

Lavoro, l'occupazione rallenta: -2,8% fra Covid e guerra

La ripresa avviata a fine 2021 perde smalto soprattutto nel manifatturiero e nei servizi

Elisa Calamari

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redazioneweb@laprovinciacr.it

04 Maggio 2022 - 05:30

Lavoro, l'occupazione rallenta: -2,8% fra Covid e  guerra

CREMONA - Guerra in Ucraina, crisi energetica e costi delle materie prime incidono anche sui livelli occupazionali: la ripresa avviata nella seconda metà dell’anno scorso, infatti, si scontra con i primi dati sul lavoro emersi da una preoccupante analisi di Confartigianato Lombardia. Per la provincia di Cremona il calo del tasso di occupazione registrato dal 2019 ai primi mesi del 2022 è stato del 2,8% e secondo l’Osservatorio Mpi sono 64,2 su 100 i cremonesi che oggi possono contare su un posto di lavoro. 

L’attuale situazione di incertezza globale destabilizza le nostre imprese

Con un incremento del tasso di inattività pari al 2,9%. Si tratta purtroppo del dato più basso della regione, dove il tasso di occupazione medio è pari al 66,5% e dove si registrano picchi a Lodi (occupazione al 68%, con un +2,4% rispetto al 2019) e a Milano (67,9%).

MANCANO LAVORATORI.


L’ennesima ‘maglia nera’ assegnata al nostro territorio riguarda anche le difficoltà nel reperire figure professionali specifiche. Secondo Confartigianato a livello lombardo nel mese di aprile sono infatti risultati difficili da reperire più di 4 lavoratori su 10 (42,8%) pari a 30.611 entrate delle 71.520 totali previste, quota in aumento di 14 punti su aprile 2019, mese pre-crisi. A livello provinciale le criticità maggiori si registrano a Lecco (48,0%, +14,7 punti su aprile 2019), Pavia (48,0%, +18,2 punti) e appunto Cremona (47,8%, +18,4 punti percentuali rispetto a due anni fa).

Gli occupati in Lombardia nel 2021 sono stati 4 milioni e 333 mila, cresciuti dello 0,4% rispetto al 2020 (+17 mila unità) ma senza recuperare i livelli pre-pandemia del 2019 (-2,7%) cumulando dunque un calo di oltre cento mila occupati (-119 mila unità). Rispetto al periodo pre-crisi si rileva una particolare difficoltà degli indipendenti e libero professionisti che registrano un -7,2% (-6,4% la media nazionale) mentre è più contenuta e pari al -1,5% la flessione dei lavoratori dipendenti. A livello settoriale, in termini di occupati, recuperano i livelli pre-crisi solo le costruzioni (+10,6%) mentre sono in ritardo il manifatturiero esteso (-3,6%) e i servizi (-3,8%). In termini di genere si registra una diminuzione diffusa con gli uomini a -3,5%, in maggior ritardo rispetto alle donne -1,6%. Riguardo le entrate invece, in aprile quelle previste dalle imprese lombarde rispetto ad aprile 2021 sono in calo nel manifatturiero (-9,8%) e nelle costruzioni (-31,3%) mentre salgono nei servizi (+12,5%) trainate dalla forte ripresa del turismo che tocca anche la nostra provincia.

massetti

Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Lombardia

«INCERTEZZA E PRUDENZA».


«L’attuale situazione di incertezza globale destabilizza le nostre imprese – commenta Eugenio Massetti, presidente di Confartigianato Lombardia – e le rende più caute nel fare investimenti a lungo raggio. Questo atteggiamento prudente inizia a mostrare ricadute anche sulla determinazione di ampliare il capitale umano delle aziende e da qui il dato, che già oggi si rileva per alcuni settori chiave dell’economia regionale, di un rallentamento delle dinamiche occupazionali. Oltre all’instabilità del contesto, gioca un ruolo importante il caro bollette e la fatica a reperire la materia prima, che peraltro fa segnare prezzi da capogiro. A fronte di tutto ciò, vale la pena sottolineare che le figure che le aziende cercano e ritengono nodali per affrontare un momento come questo faticano a trovarsi sul mercato: il mismatch domanda-offerta di lavoro si amplia sempre più. È un tema del quale si discute da anni, che ora va affrontato di petto, con la massima urgenza e risolutezza, strutturando un connubio più solido e coeso tra mondo della formazione dell’impresa».

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