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Torri da demolire, è l’ora di Gussola e di San Giovanni

Padania Acque: «Ci sono motivi di sicurezza e di efficienza». Dopo l’esplosione a Tornata si stanno rimuovendo i detriti

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

30 Aprile 2022 - 05:05

Torri da demolire, è l’ora di Gussola e di San Giovanni

I lavori di rimozione dei detriti dopo l’abbattimento della torre dell’acquedotto di Tornata

TORNATA - Anche le torri piezometriche di Gussola e di San Giovanni in Croce saranno abbattute, come quella demolita mercoledì scorso a Tornata. Per entrambe, con molta probabilità, come conferma l’amministratore delegato di Padania Acque Alessandro Lanfranchi, «si andrà al 2023». Quella di Gussola presenta delle criticità legata all’anzianità del serbatoio pensile e dell’adduttrice. «Viene tenuta monitorata – aggiunge Lanfranchi – perché dopo l’ultimo terremoto che ha interessato l’Emilia e parte del Mantovano, sono stati rivisti i parametri di sicurezza legati alla situazione di sismicità».

La struttura di Gussola che sarà presto demolita


La struttura, negli ultimi dieci anni, ha manifestato una lenta ma progressiva inclinazione. Ed è stato questo fatto, unito ad un degrado generalizzato del calcestruzzo del traliccio di supporto e della parete di coibentazione del serbatoio posto alla sommità a portare alla decisione di prevedere la realizzazione di una nuova e moderna centrale di acquedotto, completa di vasche di stoccaggio a terra, impianto di pompaggio, un moderno sistema di disinfezione a raggi ultravioletti, in sostituzione dell’ipoclorito di sodio ora in uso, e collegamenti di servizio, tale da soddisfare il fabbisogno idrico-potabile sia di Gussola che di Martignana di Po in modo efficiente e sicuro per i prossimi trent’anni.

«Il sistema dei serbatoi pensili – fa notare Lanfranchi – ormai è superato e dispendioso, perché si è costretti a usare energia per mandare l’acqua in alto e per di più si genera una pressione elevata, che determina anche delle perdite. Con le vasche e i nuovi sistemi tutti telecontrollati e automatizzati e i contatori intelligenti si risparmia energia e l’acqua viene inviata agli utenti in modo puntuale senza perdite». Il progetto, ora alle fasi di avvio, prevede, quanto al primo lotto, lavori per la realizzazione di due vasche di stoccaggio a terra della capacità complessiva di circa 440 metri cubi.

A questo intervento seguirà la demolizione del serbatoio pensile, attualmente ancora in funzione a differenza di quello di Tornata, con la bonifica dell’area sulla quale sorge attualmente, nel parco comunale. «L’anno prossimo dovremmo abbattere anche la torre di San Giovanni, che si trova vicino alla ferrovia, e per quello forse si userà un sistema alternativo all’esplosivo. Potrebbe essere demolita con delle pinze idrauliche. Si vedrà». Intanto a Tornata continuano le operazioni di smaltimento e rimozione dei resti della torre abbattuta. Si sta procedendo alla separazione del ferro dagli altri materiali.

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