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Manca il libro di testo? Lo scrivono le professoresse

Boschiero e Lotteri colmano il vuoto che si sarebbe creato a settembre col nuovo indirizzo sanitario

Dario Dolci

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25 Aprile 2022 - 05:05

Manca il libro di testo? Lo scrivono le professoresse

Paola Boschiero e Venia Lotteri

CREMA - Manca il libro di testo? Ci pensano le docenti. S’intitola «Metodologie operative tecnico dei servizi per la sanità e l’assistenza sociale – dalla teoria alla pratica e dalla pratica alla teoria» ed è libro di testo scritto da due docenti dell’istituto di istruzione superiore Sraffa, Venia Lotteri e Paola Boschiero, edito da Bulgarini. Il manuale scolastico è stato presentato nei giorni scorsi nell’auditorium dell’istituto Luigi Bazoli-Marco Polo di Desenzano del Garda ed è destinato agli allievi del triennio degli istituti professionali, che frequentano l’indirizzo Servizi per la sanità e l’assistenza sociale. La scelta di Desenzano deriva dal fatto che il Bazoli-Polo è la scuola capofila della rete lombarda degli istituti professionali, ai quali il nuovo libro si rivolge.

«Da parte mia — ha commentato la preside dello Sraffa Roberta Di Paolantonio — vanno i complimenti alle due docenti, per il grande lavoro fatto e per il valore che questo rappresenta. Si tratta di una pubblicazione che mancava per il triennio di questo indirizzo e che era assolutamente necessaria». Nel nuovo ordinamento del corso, infatti, è stata inserita al quarto e quinto anno la disciplina di metodologie operative, che prima si fermava alla classe terza, per cui era indispensabile dare una prosecuzione al testo adottato finora per le prime tre classi, scritto sempre da Venia Lotteri, insieme a Paola Dorascenzi e a Daniela Corsi. La particolarità del nuovo libro, che viene dunque a colmare una lacuna, è la sua articolazione in due parti: la prima teorica e la seconda operativa, che lo rendono completo.

«Sono allo Sraffa dal 1995 — spiega Lotteri — sono stata la prima autrice di un libro di testo di metodologie operative, disciplina che cambia in continuazione, come lo stesso indirizzo, perché prima si arrivava alla qualifica di operatori sociali e ora a quella di tecnici della sanità e l’assistenza sociale. C’è tanto bisogno di questa figura professionale, che potrebbe lavorare al fianco degli assistenti sociali. Soprattutto di questi tempi, nei quali ormai si è proiettati verso una società di assistenza, perché la popolazione invecchia e l’età media aumenta». Nel corso della presentazione, oltre agli interventi delle due autrici, c’è stato quello della dirigente scolastica dell’istituto Bazoli-Polo, Stefania Battaglia, che a sua volta ha voluto sottolineare l’importanza di uno strumento che mancava e che ora, da settembre, sarà in adozione nelle scuole lombarde che presentano questo tipo di corso di studi nel loro piano dell’offerta formativa. L’area professionale ha l’obiettivo di fornire ai giovani del triennio competenze spendibili nel lavoro e adatte a mettere i diplomati in grado di assumere autonome responsabilità.

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