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IL GIOIELLO RECUPERATO

A Palazzo Guazzoni Zaccaria la grande sfida dell’alta moda

Ecco il progetto ambizioso di Zambelli e Parolini Zambelli: nella dimora storica riqualificata il luogo ideale per organizzare eventi e per una scuola internazionale con Accademia, Master e legami con l’Oriente

Lucilla Granata

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redazione@laprovinciacr.it

25 Aprile 2022 - 05:25

A Palazzo Guazzoni Zaccaria la grande sfida dell’alta moda

CREMONA - Dopo due lunghi anni di pandemia, ancora nel pieno di una situazione fortemente incerta e ora pesantemente condizionata anche dalla guerra in Ucraina, ecco una bella storia di ripartenza e di rigenerazione urbana. È quella che vede protagonista Palazzo Guazzoni Zaccaria, in corso Pietro Vacchelli: il palazzo, gioiello della seconda metà del ‘400, è stato ristrutturato ed è tornato a nuova vita grazie anche ad Alberto Zambelli e al marito Roberto Parolini Zambelli, che nella dimora storica hanno visto il luogo ideale per creare eventi e per aprire una scuola internazionale di moda. In quella che è diventata a tutti gli effetti, anche la sede della loro azienda.

Alberto Zambelli e il marito Roberto Parolini Zambelli


«Il master, o meglio i master perché ne faremo almeno due, partiranno ad inizio 2023. Per questo abbiamo iniziato a promuoverli e a fare comunicazione in Asia, tra Cina e Giappone, con cui lavoriamo e abbiamo contatti da molti anni. Lì selezioneremo i primi 15/20 studenti che faranno parte dell’Accademia — spiega Alberto Zambelli —. Nella nostra visione, la prima parte del master sarà sul tema dell’Occidente che incontra l’Oriente. I master saranno uno di tre e uno di sei mesi. La ventina di studenti selezionati abiteranno in parte nella nostra struttura, mentre per gli altri troveremo location adatte a Cremona».


L’accademia di alta moda sarà un’assoluta novità nel settore e punterà a formare nuove professionalità con competenze a più livelli. «È una bella sfida — prosegue Zambelli — perché i master abbracceranno il mondo sartoriale e quello digitale, che spesso non coincidono. Noi vorremmo invece farli dialogare. È fondamentale che questa nuova formazione preveda che i corsisti frequentino il mio ufficio potendo interagire con la nostra attività. Noi non produciamo internamente i nostri capi, ma per il resto l’aspetto creativo e tecnico della grande azienda c’è. I ragazzi inoltre saranno seguiti molto bene dai docenti, anche loro selezionati con cura. Lavoreremo molto anche sulla personalità degli studenti. Che, ricordiamo, quando arriveranno qui avranno già fatto un percorso nell’ambito della moda, chi più breve chi più lungo. Approfondiremo le loro skills e faremo loro seguire corsi di fotografia, digital, sartoria e marketing. Rispettando le loro attitudini, faremo in modo di indirizzarli verso una professione che in questo momento è particolarmente complessa. Cercheremo di strutturarli, perché il nostro spesso è un mondo di squali e quando sei giovane, per quanto talentuoso, rischi magari di essere poco considerato e di andare incontro a delusioni».

I ragazzi saranno tutti selezionati tra Cina e Giappone e i docenti arriveranno da più parti d’Italia. «Si tratta di professionisti che lavorano per maison importanti e sui vari trend. Ancora: sulla storia del costume, sul ricamo, sul digitale. Tutti mondi diversi che interagiscono per creare le collezioni. Concilieremo tutti questi aspetti diversi per fornire ai ragazzi una conoscenza complessiva e costruire una professionalità completa rispetto a quella che si formava una volta, quando bastava magari essere un creativo. Alle nuove generazioni va insegnato ad essere più completi. Seguiranno otto ore al giorno di lezioni. Suddivise tra teoria al mattino e pratica al pomeriggio. Dal lunedì al venerdì. Il sabato e la domenica poi, ci saranno iniziative a cui partecipare in modo facoltativo, per conoscere il territorio».


Zambelli e Parolini Zambelli arrivano dal Bresciano e hanno avuto come sede per anni il lago di Garda. Ora hanno scelto Cremona: «L’abbiamo scelta perché abbiamo sempre creduto nella provincia, pur sapendo che tutto quello che è moda gira intorno a Milano. E con Milano lavoreremo ovviamente, ma vivendo in una realtà come questa che è stata una scoperta su più fronti: l’arte, la musica, la cucina. Anche la cucina è importantissima: ci si conosce meglio attorno ad un tavolo. E ci tengo che i ragazzi che arriveranno, possano vivere e conoscere questa realtà. Se ne lascino contaminare. Anche perché la loro formazione è molto standard. Qui conosceranno il vero artigianato. Li selezioneremo dalle Università di Pechino, di Shanghai, dagli istituti italiani che lavorano sull’Asia. Stiamo partendo con le pre selezioni. Sarà una splendida avventura». Nel cuore storico di Cremona.

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