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LA GUERRA DI PUTIN

Ucraina, allarme caro gas: adesso è «caccia» a idrostufe e pellet

Le preoccupazioni cambiano le abitudini e producono effetti sull'economia: il fronte del commercio

Lucilla Granata

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redazione@laprovinciacr.it

14 Aprile 2022 - 05:15

Ucraina, allarme caro gas: adesso è «caccia» a idrostufe e pellet

CREMONA - La guerra in Ucraina che non sembra avere una soluzione a breve, i rapporti sempre più tesi con la Russia che minaccia sanzioni pesanti, le bollette del gas che hanno raggiunto prezzi esorbitanti. Ecco perché sempre più famiglie stanno cercando di rivolgersi ad energie alternative in vista del prossimo inverno.

«Abbiamo riscontrato un deciso aumento dell’orientamento della clientela verso il pellet rispetto anche alle stufe a legna, ma ultimamente quello che più interessa in particolare sono le idrostufe — spiega Stefania di Kamin Service a Cremona —. Vanno sempre a pellet ma scaldano anche l’acqua e quindi fungono quasi da caldaia, portando il calore in tutta la casa. Ora che andiamo verso l’estate poi c’è grande convenienza anche nel prezzo perché le aziende nel pre stagionale fanno ottimi sconti, soprattutto se si prenotano grandi quantità».

Anche da Kairos a Castelverde la tendenza è la stessa: «Abbiamo notato soprattutto nell’ultimo mese un interesse sempre maggiore verso le stufe a pellet, le stufe a legna, ma ancora di più verso le cucine a legna. Ce ne sono molte nate sul modello delle cucine di una volta, chiaramente aggiornate, che permettono di staccarsi totalmente dal gas metano e anche dall’elettricità. Chi ha il camino a legna, poi, ha deciso invece di riattivarlo, ma in quel caso bisogna fare indagini approfondite sulle canne fumarie. Bisogna pensare però, che il pellet funziona comunque con l’elettricità e se si dovessero immaginare scenari ‘apocalittici’, anche quella non sarebbe più disponibile».

Davide Borsatti, di Edilkamin, segnala anche una ulteriore problematica. «La richiesta è decisamente in forte aumento, ma a fronte di questo ci troviamo a fare i conti con serie difficoltà di produzione legate all’acquisto, alla consegna e ai prezzi di materie prime e componentistica».

«Le bollette del gas sono pesanti e quindi sono cresciute esponenzialmente le richieste di biomassa in generale, ovvero di tutto ciò che raggruppa combustibile vegetale — spiega Giuseppe Cornaggia di Euroflam Offanengo —. C’è una crescente richiesta di informazioni da parte degli utenti perché c’è preoccupazione per il futuro. Non per la paura di rimanere senza gas, cosa che non si verificherà credo in ogni caso, ma piuttosto per il costo che potrà avere, decisamente maggiore, per questo ci si informa di più. Gli impianti attuali rispondono alle più severe normative europee per l’ emissione in ambiente. Anche per questo ci si rivolge a fonti alternative che sono anche meno inquinanti rispetto ai vecchi impianti e per cui si possono avere anche incentivi».

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