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SPINO D'ADDA

Casa dell'acqua più cara di tutto il Cremasco

Il prezzo dell'impianto in via Ungaretti sale da 5 a 7 centesimi. Il sindaco Galbiati: «Ai cittadini non conviene»

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

12 Aprile 2022 - 16:07

Casa dell'acqua più cara di tutto il Cremasco

SPINO D’ADDA - L’acqua della casetta è diventata la più cara di tutto il Cremasco. Fa discutere l’aumento del prezzo al litro (liscia e gassata) dell'impianto di via Ungaretti, salito da 5 a 7 centesimi. La decisione è stata presa dal gestore, la società Aqvagold. Il comitato Ambiente e Benessere ha scritto al sindaco Enzo Galbiati chiedendo al Comune di intervenire: «L’acqua del sindaco costa quasi come quella del supermercato, dov’è la convenienza per i cittadini? - si chiedono dal gruppo guidato da Vincenzo Mottola -: se riteniamo che la plastica costituisca una pericolosa fonte di inquinamento e che dunque sia necessario limitarne l’uso, un aumento del 40% del prezzo alla fonte spinge nella direzione opposta. Aggiungiamo l’inquinamento provocato dai camion che trasportano l’acqua per centinaia di chilometri. Evidente che tutti i cittadini dovrebbero essere incentivati ad usare l’acqua del proprio paese, invece qui accade il contrario».

Aqvagold ha spiegato le ragioni dell’aumento. «Ogni giorno cerchiamo di offrire il miglior servizio possibile e ci impegniamo per migliorarlo. Dopo anni, causa importanti aumenti dei costi di gestione, nostro malgrado ci vediamo costretti ad applicare un leggero incremento al prezzo dell’acqua». Il prelievo si può fare pagando in moneta (la gettoniera non dà resto) o tramite tessera ricaricabile o ancora con l’app Selfblue 2.0. «Il gestore mi ha comunicato questo incremento – chiarisce Galbiati – ma è chiaramente un’esigenza economica del privato su cui non abbiamo voce in capitolo: per venire incontro alle esigenze degli spinesi e per continuare a promuovere l’abbattimento del consumo di plastica, come Comune stiamo lavorando per portare in paese una seconda casetta, appoggiandoci a Padania acque che ne sta installando in tutto il Cremasco».

A differenza di altri centri, a Spino anche da questa il prelievo non sarebbe gratuito. «Non ritengo giusto che i costi di gestione vengano spalmati in bolletta su tutta la popolazione – prosegue Galbiati -: la mia proposta a Padania è quella di applicare un costo di tre centesimi al litro». Dal Comitato si dicono preoccupati per il possibile ritorno al consumo di massa di bottiglie di plastica, che negli ultimi anni si era molto ridotto. «In un supermercato vicino a via Ungaretti – è l’esempio portato dall’associazione – si compra una bottiglia da due litri a 19 centesimi di euro: è evidente che una differenza di soli 2,5 centesimi al litro con l’acqua del sindaco appare sproporzionata. Chi distribuisce l’acqua confezionata ha una serie di costi che non ci sono alla casetta: confezionamento, trasporto e dunque guadagno a cui hanno diritto tutti coloro che sono coinvolti nelle varie fasi».

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