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Sanità, presunta corruzione per tre primari e un manager: chiesto il rinvio a giudizio

L’indagine è una costola dell’inchiesta su Martinotti, l’ex luminare del Maggiore già a processo per difendersi da quattro omicidi colposi e dall’accusa di truffa all’Asst

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

11 Aprile 2022 - 18:56

Sanità, presunta corruzione per tre primari e un manager: chiesto il rinvio a giudizio

CREMONA - Al luminare dell’ospedale Carlo Poma di Mantova, Luigi Boccia, avrebbe regalato viaggi di lavoro con la famiglia al seguito per 22 mila euro, ma anche la cena del reparto per 2.400 euro. A Mario Martinotti, ex primario dell’ospedale Maggiore di Cremona, un viaggio di lavoro per 1.171,53 euro. A Cosimo Vincenzo Sansalone, direttore del Dipartimento di chirurgia generale dell’Asst di Pavia e primario dell’ospedale di Vigevano , 1.000 euro per un convegno. A patto che i dispositivi sanitari, dagli strumenti per la videolaparoscopia alle super tecnologiche pinze caiman, li rifornisse la BBraun, società di Milano.

Ognuno aveva il suo tornaconto nella storia di presunta corruzione nella sanità secondo la Procura che ha chiesto il rinvio a giudizio dei tre luminari e di Francesco Ganino, direttore commerciale per la Lombardia, il Piemonte e la Liguria, e per la stessa BBraun. Lo ha chiesto anche per altri tre imputati: dalla ristoratrice al titolare di un’agenzia viaggi e a chi ha organizzato gli eventi, loro accusati di evasione fiscale.

UNA COSTOLA DELL'INCHIESTA MARTINOTTI.


L’indagine è una costola dell’inchiesta su Martinotti, l’ex luminare del Maggiore già a processo per difendersi da quattro omicidi colposi e dall’accusa di truffa all’Asst. Intercettando il primario sarebbe venuto a galla il presunto sistema corruttivo dei camici bianchi.

BOCCIA, IL CASO PIU' ECLATANTE.


Boccia. È il caso più eclatante. Napoletano di San Giuseppe Vesuviano, 57 anni, Boccia è primario del Poma di Mantova, ma l’imputazione che gli muove la Procura di Cremona, in concorso con Ganino, è che nella veste di presidente della commissione della gara pubblica Arca — piattaforma di Regione Lombardia — indetta il 18 gennaio del 2017 per la fornitura di dispositivi per la videolaparoscopia, il luminare avrebbe turbato la gara stessa con lo scopo di favorire BBraun, facendo aggiudicare alla società milanese 5 lotti per 4. 160. 574 euro.

Secondo chi ha indagato, Boccia e Ganino si sarebbero accordati perché il presidente della commissione attribuisse a quei lotti un punteggio massimo. In cambio, Ganino lo avrebbe ripagato con le «utilità».

Il capo di imputazione racconta di una cena di reparto pagata 2.400 euro al ristorante Corte Campione di San Vito, il 21 dicembre del 2018, della sponsorizzazione di viaggi di lavoro e con la famiglia per 22.829,31 euro. Ed ancora, della possibilità per Boccia di essere chiamato come relatore a convegni o, comunque, di pubblicizzare il suo lavoro per favorire la sua carriera. Boccia e Ganino sono accusati, in concorso, di corruzione e turbativa di gara pubblica.

IL CAPITOLO MARTINOTTI.


Martinotti, natali a Pavia, 65 anni. Secondo la Procura, «in epoca e prossima al dicembre del 2018», sarebbe andata così. Il direttore commerciale della BBraun avrebbe sponsorizzato al primario del Maggiore Martinotti un viaggio di lavoro per 1.171, 53 euro. L’altra «utilità»: la possibilità di chiamarlo come relatore a convegni per mettersi in mostra.

A sua volta, il primario Martinotti si sarebbe «asservito stabilmente» agli interessi della BBraun. Come? Secondo chi ha indagato, si sarebbe messo a disposizione e avrebbe messo giù una relazione con lo scopo di permettere al Maggiore l’utilizzo delle innovative pinze caiman «pur in assenza di una aggiudicazione Arca». Corruzione con l’aggravante «di aver commesso il fatto in relazione alla stipulazione di contratti nei quali è interessata l’amministrazione a cui appartiene: Regione Lombardia.

IL CASO SALSALONE.

Calabrese di 68 anni, di cui quasi 40 trascorsi a Cologno Monzese, Sansalone è direttore del Dipartimento di Chirurgia generale dell’Asst di Pavia e primario di Chirurgia dell’ospedale civile di Vigevano. Nel 2015, entrò nel mondo della politica, candidandosi sindaco di Cologno con una lista civica.

Secondo la Procura di Cremona, quattro anni dopo («in epoca anteriore e prossima al 2019»), il direttore commerciale Ganino gli avrebbe ‘regalato’ 1.000 euro per il convegno su «Il paziente cronico-Fragile. Ruolo della chirurgia» (il convegno si tenne il 18 maggio del 2019 all’Università di Pavia). Tra le «utilità» contestate, la possibilità offerta dal Ganino di fargli fare da relatore ai convegni e di brillare. In cambio, il luminare si sarebbe «asservito stabilmente» agli interessi della BBraun, anche dichiarandosi disponibile a scrivere una relazione affinché le pinze venissero usate presso l’ospedale dove Martinotti dirigeva il Reparto, «in assenza di una aggiudicazione Arca».

Corruzione con l’aggravante «di aver commesso il fatto in relazione alla stipulazione di contratti nei quali è interessata la Regione Lombardia».

LA SOCIETA' BBRAUN.

Al legale rappresentante della società, la Procura contesta una responsabilità amministrativa. Ad esempio, di non aver vigilato sul suo direttore commerciale Ganino, il quale avrebbe violato il divieto di pagare spese di viaggio ai coniugi e ospiti dei professionisti che partecipano ai congressi.

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