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Sfrattati, «Dovremo dormire in auto»

Sos di un papà disoccupato causa pandemia. Il sindaco: parliamone

Gianluca Maestri

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redazione@laprovinciacr.it

09 Aprile 2022 - 05:00

Sfrattati,  «Dovremo dormire in auto»

Salvatore Morelli

TRESCORE - «Dateci una casa, perché fra pochi giorni saremo in mezzo ad una strada». L’appello è di Salvatore Morelli, 58 anni, originario di Napoli ma da una vita residente al nord. La crisi economica innescata alla pandemia lo ha privato del lavoro, ora per lui introvabile. Da undici mesi non riesce a pagare l’affitto dell’appartamento di via Milano 19 dove vive con la compagna Manuela e i tre figli, due maschi di 13 e 14 ed una femmina di 16. Ora è arrivato lo sfratto esecutivo. A breve Salvatore e la sua famiglia dovranno lasciare la casa dove abitano da quasi cinque anni. Lui chiede al Comune quell’aiuto che, per ora, non gli ha consentito di trovare una sistemazione alternativa.

«Tramite agenzia interinale lavoravo come magazziniere per una ditta di cosmetici — racconta—. Con l’arrivo della pandemia il lavoro è diminuito, io ed altri colleghi siamo stati messi in cassa integrazione per sei mesi. Scaduti quelli, ci hanno messo in disponibilità con una retribuzione mensile di 750 euro. Fino al gennaio di quest’anno, quando mi è arrivata la lettera di licenziamento. Con le utenze da pagare e una famiglia numerosa da mantenere sono undici mesi che non riesco a pagare l’affitto, anche in conseguenza del fatto che l’assegno di disoccupazione mi è stato versato sinora solo in parte». E così è arrivato lo sfratto. «Il proprietario dell’appartamento, che ringrazio, mi è venuto incontro — prosegue Salvatore — ma è arrivato il momento che lasci libero l’alloggio e da settimana prossima ogni giorno sarà buono per l’arrivo dell’ufficiale giudiziario. Sono iscritto ad agenzie interinali della zona, ho messo in giro la voce che lo sto cercando, ma il lavoro non si trova. In passato ho fatto la guardia giurata, l’operatore ecologico e pulito i treni alla stazione centrale di Milano».

Infruttuoso, sino ad oggi, il dialogo con il Comune: «Mi sono rivolto ai servizi sociali per cercare un alloggio — dice —. Mi è stato detto che le graduatorie Aler sono chiuse e se riparla in estate. Nel frattempo dove andremo? Né io né mia moglie abbiamo più i genitori, i suoi parenti sono in Sardegna, mentre i miei abitano fuori Milano. Non mi resta che pensare di dover dormire in auto». Il sindaco Angelo Barbati è al corrente della situazione ed apre ad una soluzione: «Abbiamo aiutato la famiglia Morelli - dichiara — con tutti gli strumenti di competenza. Comprendo la sua preoccupazione, ma le case popolari sono gestite dall’Aler. Al momento non sembrerebbe possibile assegnarne uno a questa famiglia. Se Salvatore vorrà venire a parlare con noi, vedremo di trovare assieme una soluzione».

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