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IL LUTTO

Provincia in lacrime: «Peppo, ambasciatore per Cremona nel mondo»

In Cattedrale l’addio all’allevatore di Castelverde. Il ricordo commosso dei colleghi

Serena Ferpozzi

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redazione@laprovinciacr.it

08 Aprile 2022 - 05:25

Provincia in lacrime: «Peppo, ambasciatore per Cremona nel mondo»

Peppo Quaini

CASTELVERDE - L’ultimo saluto ad un grande imprenditore, noto anche a livello internazionale, che ha scritto pagine importanti per l’agricoltura, l’allevamento e per la Fiera di Cremona. Questa mattina ​​alle 10 in Cattedrale, a Cremona, si terranno i funerali di Giuseppe Quaini, scomparso a 67 anni dopo aver lottato contro un male inesorabile. L’ultimo saluto nella sua cascina a Castelverde avverrà alle 8.30. Cordoglio, emozioni e ricordi si sono susseguiti in questi giorni. Ecco alcuni commenti raccolti tra i colleghi durante la giornata.

IGINIO SOLDI.


«Eravamo amici da molto tempo, Peppo era una persona a cui era facile volere bene, un grande esperto di razza, titolare di un’azienda invidiabile che sapeva valorizzare al meglio, sempre ai vertici delle competizioni. Insomma, con lui se ne va un grande uomo e un grandissimo amico».

ARTURO PADOVANI.


«Ero molto legato a Giuseppe, lo conoscevo da tanti anni e ricordo le esperienze in Fiera. Era un’icona nel settore dell’allevamento. Ricordo ancora quando andavamo a fare i corsi in zona e per pranzo ci ritrovavamo a pochi chilometri dalla sua azienda. Ogni volta veniva a salutarci e ci invitava a visitarla. Anche mio figlio lo ricorda bene, come un punto di riferimento. Sì, perché Giuseppe ha avuto la capacità di diventare un esempio anche per tanti giovani».

VINCENZO MARCHINI.


«A nome mio, ma anche delle mie sorelle Marisa e Fiorella, posso dire che è stato un esempio: un riferimento per l’allevamento, come esperto di fiere e appassionato di vacche, illuminato nel mondo dell’agricoltura e imprenditore sempre un passo avanti. È stato un amico, una splendida persona. Si sentirà molto la sua mancanza, andare in Fiera e non vederlo più, sarà difficile».

ROMANO BALDRIGHI.


«Il solo ricordo di Peppo mi commuove. Siamo cresciuti assieme, con tutta la famiglia. Abbiamo condiviso aste alle varie fiere ed è soprattutto grazie a lui che siamo riusciti a salvare la Fiera di Cremona, una battaglia in cui a creduto moltissimo. Abbiamo trascorso momenti indimenticabili e l’amicizia che abbiamo condiviso non potrò mai scordarla».

MASSIMO CAPRA.


«L’ho conosciuto 45 anni fa, presentato da mio papà, in Fiera. Da allora ci siamo sempre frequentati, poi dall’inizio degli anni Novanta, quando lui ricopriva la carica di presidente della Cafri (Cooperativa allevatori e conduttori agricoli Ndr) e io ne ero direttore, abbiamo intensificato i rapporti di amicizia. Assieme siamo andati a Toronto, in Quebec e a Bruxelles per confronti europei. Ricordo ancora che come Ente fiera Cremona avevamo portato a Parigi una trentina di capi. Eravamo componenti del pannello dei giudici europei di vacche. Abbiamo viaggio in Ungheria, Danimarca e Irlanda per aprire nuovi sbocchi al bestiame cremonese. In ogni circostanza, traspariva la sua classe e la sua passione, la capacità di essere padrone della scena. Nel 2010, nella sua stalla avevamo organizzato, con altri allevatori, un’asta europea. E anche in quel caso si dimostrò miglior attore protagonista, oltre che eccellente registra e sceneggiatore eccezionale per la cura che aveva messo in ogni singolo particolare. Dal punto di vista umano era una persona cordiale, con cui era semplice fare amicizia. Mi mancherà molto e lo ricorderò con grande affetto».

CESARE BALDRIGHI.


«Era un simbolo per Cremona e per quello che rappresenta la zootecnia locale e mondiale. Al di là del rapporto personale e di amicizia, Giuseppe è stato un punto di riferimento per la nostra città e un ambasciatore di Cremona nel mondo. Per questo gliene siamo tutti quanti riconoscenti».

PAOLO SALOMONI.


«Una persona che ho avuto il piacere e il vanto di conoscere in diverse situazioni legate al nostro lavoro. Aveva un grande professionista, una spiccata umanità ed era sempre pronto ad essere di sostegno a chi si trovava in difficoltà».

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