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CORDOGLIO, EMOZIONI E RICORDI

«Peppo Quaini ha scritto pagine storiche per l'agricoltura»

Sentita la partecipazione al dolore dei familiari dell'imprenditore da parte di chi lo ha conosciuto. L'ultimo saluto in Cattedrale

Andrea Gandolfi

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agandolfi@laprovinciacr.it

07 Aprile 2022 - 05:30

«Peppo Quaini ha scritto pagine storiche per l'agricoltura»

Giuseppe Quaini

CASTELVERDE - Cordoglio, emozione, ricordi. Il giorno dopo la morte di Peppo Quaini, 67 anni, allevatore di Castelverde, il dolore è grande in tutti coloro che lo hanno conosciuto e ne hanno apprezzato le doti umane ed imprenditoriali. Ecco alcuni commenti raccolti durante la giornata.

Amedeo Ardigò, vice presidente della Libera agricoltori cremonesi: «Portò Cremona nel mondo e il mondo a Cremona. È stato il primo ad avviare il corso di toelettatura delle vacche da esposizione. Amava il suo lavoro ed era pronto a condividere i segreti della sua arte. Spiccava per la nobiltà e onestà della persona, aveva la grande capacità di coniugare tradizione e innovazione, certificata dalla sua lungimiranza, tipica dei grandi».

Tiziano Fusar Poli, presidente della Latteria Soresina: «Siamo veramente sconvolti da questa notizia, era nel nostro Cda da due anni. Una grande persona, un visionario nella sua professione, vedeva dove gli altri non vedevano, trasformava i sogni in realtà, per questo l’ho voluto in Latteria. Un grande dolore per tutti che ci accomuna in questo momento e ci fa sentire vicini alla moglie e ai figli».

Roberto Biloni, presidente di CremonaFiere: «Peppo, ci manchi. Abbiamo lavorato insieme in Fiera, ti ho conosciuto in questi anni e so che persona sei. Ci mancherai tanto. Grazie per tutto, grazie di cuore».

Andrea Azzoni, dirigente settore Agricoltura di Regione Lombardia: «Ho sempre conosciuto Peppo come una persona coerente, solida, diretta, senza fronzoli e molto concreto. Con lui si parlava del futuro dell’agricoltura ed era sempre utile ascoltare i suoi punti di vista, tra i più grandi allevatori aveva anche una caratteristica in più: il suo respiro internazionale che gli derivava anche dalla sua esperienza. Sono certo che i figli sapranno raccoglierne l’eredità».

Giovanni Tagliaferri, già direttore Apa: «Per 27 anni abbiamo lavorato a Cremona fianco a fianco, praticamente ci si sentiva tutti i giorni. Siamo anche coetanei e in varie occasioni l’ho accompagnato all’estero nella sua veste di giudice. Colpiva sempre una cosa: ovunque si andasse era sempre accolto con affetto, era conosciutissimo e molto stimato, ovunque andasse. Voglio aggiungere una cosa: ho sempre apprezzato la sua grande professionalità e la gioia di vivere che ha sempre portato dentro, sin da ragazzo, e che ha mantenuto ogni istante della sua vita».

Giuseppe Olivieri, agricoltore, ex Apa: «Lo conoscevo da molti anni, abbiamo condiviso molti momenti. Persona onesta, competente, preparata. Uno dei migliori valutatori italiani e internazionali degli animali in fiera. Diceva anche che gli animali con una buona morfologia avranno una vita migliore in stalla: un principio molto importante che lo ha caratterizzato».

Riki Donini, allevatore cremonese: «L’ho conosciuto tanti anni fa, per me è stato un esempio e un maestro per la dedizione alle vacche da latte. Ricordo anche un altro amico in Canada (David Brown), lo portò anche in Italia all’inizio dell’espansione canadese. Entrambi mi hanno insegnato tante cose. Peppo era anche noto per la sua eleganza nel ring come giudice, unico nel suo genere. Ogni cosa che faceva, la faceva bene, anche nell’esperienza con i cavalli ha raggiunto risultati importanti».

Giovanni Bozzini, vice presidente Fiera di Cremona e presidente regionale Cna: «Persona straordinaria, ho conosciuto Quaini dentro il cda della Fiera, è stato un vero caposaldo a cui rivolgersi per rilanciare il sistema fieristico. Lascia un vuoto profondo che difficilmente potrà essere colmato. Nel momento più difficile della Fiera e nel pieno della concorrenza con altri sistemi fieristici, si è adoperato affinché Cremona potesse diventare punto di riferimento degli allevatori italiani ed internazionali. Nonostante la malattia che già si era manifestato ha mantenuto forte il suo impegno nei confronti del polo fieristico e nell’interesse del sistema Cremona».

Massimiliano Giansanti (presidente di Confagricoltura): “Perdo e perdiamo un grande amico, un grande appassionato di vacche, un grande allevatore che ha portato il nome della vacca italiana nel mondo. Mi manca l’amico che ho conosciuto attraversando gli Stati Uniti e il Canada, sempre alla ricerca della migliore genetica; anni nei quali l’Italia primeggiava - e grazie a lui ha continuato a primeggiare - nelle grandi fiere del mondo. Una persona ammirata, conosciuta e riconosciuta a livello internazionale. Credo che tutti rimpiangeremo la lungimiranza di Peppo, la sua capacità di costruire un modello di allevamento capace di coniugare genetica di eccellenza, il saper mostrare l’arte della vacca da latte e il mercato. Davvero pochi sono stati o sono come lui. Peppo Quaini rientra a pieno titolo tra quanti hanno scritto la storia della Frisona in Italia».

Elisabetta Quaini (vicepresidente della Libera Agricoltori e cugina di Peppo): «Aveva un rapporto meraviglioso con mio padre Paolo, per il quale era il figlio maschio che non aveva avuto. Ci siamo avvicinati in modo particolare dopo la scomparsa di mio padre, avvertendo la comune responsabilità di portare avanti il nome così importante della nostra famiglia di professionisti e agricoltori. In un messaggio di pochi giorni fa mi ha scritto che pensava a mio padre ed era molto sereno; che mi voleva molto bene e non dovevo mollare. Quasi un’investitura che terrò sempre nel mio cuore. Peppo era una persona molto generosa, amante della compagnia. Non un grande studioso, ma capace di un lavoro davvero straordinario al servizio delle sue grandi passioni: i cavalli e le vacche. Aveva maturato un’importante esperienza in Canada, poi preso in mano gradualmente l’azienda di mio zio. Spirito libero, ha sempre fatto ciò che voleva e detto quello che pensava, a costo di apparire scomodo o suscitare ostilità. Era stato nominato giudice internazionale per il prossimo confronto europeo: un incarico al quale teneva moltissimo. Credeva molto nell’avventura di Frisitali e nella Fiera, e lo ha dimostrato. In questi giorni gli allevatori hanno detto e scritto cose meravigliose su di lui. Mi fa un grande piacere, ma non mi stupisce. Proseguiremo sulla sua strada, senza mollare mai».

L'ULTIMO SALUTO IN CATTEDRALE. 

I funerali di Giuseppe Quaini, 67 anni, avranno luogo domani mattina alle 10 in Cattedrale, a Cremona. L’ultimo saluto nella sua cascina a Castelverde avverrà alle 8,30. Si preannuncia una grande partecipazione da parte di quanti vorranno accompagnare nell’ultimo viaggio un imprenditore noto anche a livello internazionale che ha scritto pagine importanti per l’agricoltura, l’allevamento e per la Fiera di Cremona.

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