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CREMONA

Rapinò un 21enne nel 2012, condannato a 3 anni di carcere

Ragazzino violento, Alessandro Gadja, ghanese del 1989. Uno che ha campato di furti, rapine, droga: è già in carcere a Como

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

05 Aprile 2022 - 17:34

Rapinò un 21enne nel 2012, condannato a 3 anni

Un'auto della polizia (foto di repertorio)

CREMONA - Dieci anni fa, quando in Questura fece il nome di ‘Gadja’, il giovane che sotto la minaccia di un coltello, gli portò via bracciale e collanina, i poliziotti non si sorpresero. Perché Gadja era «uno noto per i suoi pregiudizi».

Ragazzino violento, Alessandro Gadja, ghanese del 1989. Uno che ha campato di furti, rapine, droga.

Oggi ha 33 anni, è in carcere a Como, dove sta scontando una condanna definitiva.

A Cremona oggi è stato condannato a 3 anni (il pm ne aveva chiesti 6) per una rapina commessa il 19 ottobre del 2012, quando di anni ne aveva 23 e la sua vittima, Daniele, 21.

UN VENERDI' DI PAURA.

Daniele lo aveva raccontato la processo, lo scorso gennaio. «Erano le 22-23. Eravamo ai giardini in piazza Roma, Gadja mi ha chiesto un passaggio in auto. È salito con un ragazzo, Andrea, e una ragazza, Giorgia. Li conoscevo di vista». Gadja si siede al suo fianco, Andrea e Giorgia sono dietro. «Arrivato in viale Trento e Trieste, all’altezza del Blockbuster, Gadja mi ha chiesto di dargli il bracciale e la catenina. Mi ha puntato un punteruolo alla gola e minacciato: ‘Ti spacchiamo la faccia, ti scanniamo. Se fai la denuncia, io ti ammazzo o ti faccio ammazzare». Gli altri due a spalleggiarlo: «Non fare lo stupido, consegna quello che ti ha chiesto».

Nel 2012, Giorgia era minorenne. Andrea no. Lui ha già patteggiato in udienza preliminare e risarcito il danno. Daniele se lo ricordava bene, il suo rapinatore «con un vistoso tatuaggio sul volto». Era tornato al passaggio in auto. Viaggio breve, da piazza Roma a viale Trento e Trieste, sì e no 500 metri. «Prima che scendessero, Gadja mi ha detto: ‘Consegnami la collana ed il braccialetto. Mi ha puntato alla gola un coltello, un punteruolo. La minaccia: ‘Tanto non ci denunci, perché finisce peggio’. Poi sono scesi e si sono incamminati verso la fine di viale Trento e Trieste. Io sono rimasto lì, in auto. Non ho chiamato subito i carabinieri per sporgere denuncia, perché avevo paura. Ho chiamato i miei amici, loro mi hanno convinto a sporgere denuncia».

Bracciale e catenina, la mattina del 20 ottobre i tre rapinatori li portarono al compro oro, guadagnandoci 760 euro: 420 euro li presero dalla vendita della collanina, 340 euro dalla vendita del bracciale.

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