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Amianto, l’Ats: «mai avvisati»

Arriva la secca smentita all’assessore Vanazzi sul caso del cimitero, l’Azienda sanitaria precisa: «Il Comune deve agire in autonomia»

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

05 Aprile 2022 - 05:05

Amianto, l’Ats: «mai avvisati»

Le lastre in fibro-cemento cadute a terra a inizio febbraio per il forte vento

PANDINO - L’Azienda tutela della salute Val Padana, smentisce l’assessore ai Lavori pubblici Francesco Vanazzi che, nei giorni scorsi, aveva motivato i ritardi nella rimozione dell’amianto dal cimitero, spiegando come il Comune avesse le mani legate. «Senza il necessario via libera del tecnico di Ats non possiamo muoverci, abbiamo sollecitato, ma non è ancora stato effettuato il sopralluogo».


«A seguito delle verifiche effettuate presso l’ufficio protocollo ed i Servizi competenti, è emerso che non risulta essere pervenuta alcuna richiesta di sopralluogo, nel periodo di riferimento – scrivono da Ats –: a ulteriore conferma, è stato anche interpellato, la mattina stessa in cui è comparso l’articolo sul quotidiano La Provincia, il Comune, in particolare l’Ufficio tecnico, che riferisce di non aver inviato alcuna segnalazione ad Ats». Evidente come, secondo Ats, il ritardo nella rimozione delle lastre in fibro cemento, cadute a terra ad inizio febbraio, quando il forte vento le aveva staccate dal tetto di una cappella gentilizia, non sia responsabilità dell’ex Asl. «Si coglie l’occasione per ricordare che per la caduta a terra di materiale in cemento amianto conseguente ad eventi meteorologici eccezionali – concludono dall’azienda – il 22 agosto del 2019 è stata trasmessa specifica informativa a tutti i Comuni sul territorio di competenza dell’Ats, con le indicazioni operative per la raccolta e lo smaltimento di questo materiale, istruzioni tutt’ora vigenti».


Insomma, secondo l’ente socio sanitario l’ufficio tecnico comunale e dunque l’amministrazione devono agire da soli e hanno tutti gli strumenti per farlo. A sollevare il caso relativo al ritardo nella rimozione – inizialmente erano stati stimati una ventina di giorni – era stata la minoranza consiliare. Vanazzi aveva specificato inoltre che l’intervento spetta al privato proprietario della cappella gentilizia. Quest’ultimo ha scelto di affidarsi ad un’azienda certificata e non a Linea gestioni, società consortile che il Comune gli aveva indicato come possibile soluzione. «Nel frattempo – aveva aggiunto l’assessore ai Lavori pubblici – le lastre sono comunque state coperte e messe in sicurezza, dunque non ci sono rischi per i visitatori. Se così non fosse non terremo certo aperto il cimitero».

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