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CORONAVIRUS. IL QUADRO

Covid: a Cremona 289 contagi e una vittima

In Lombardia 8.782 nuovi casi. Tasso di positività al 13,1%, ricoveri in aumento nei reparti

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

02 Aprile 2022 - 18:12

Covid: a Cremona 289 contagi e una vittima

CREMONA - Con 66.588 tamponi effettuati è di 8.782 il numero di nuovi positivi al Coronavirus registrati in Lombardia, con un tasso di positività in aumento al 13,1% (ieri era al 12,6%). Il numero dei ricoverati è in calo nelle terapie intensive (-2, 40) e in aumento nei reparti (+8, 1.078). Sono 12 i decessi, 1 in provincia di Cremona, che portano il totale da inizio pandemia a 39.280.

I DATI PER PROVINCIA.

Per quanto riguarda le province:

  • a Milano sono stati segnalati 2.882 casi,
  • a Bergamo 576,
  • a Brescia 1.088,
  • a Como 486,
  • a Cremona 289,
  • a Lecco 365,
  • a Lodi 136,
  • a Mantova 475,
  • a Monza e Brianza 765,
  • a Pavia 448,
  • a Sondrio 92,
  • a Varese 883.

QUARTA ONDATA: UN ANNO PER RECUPERARE NEGLI OSPEDALI.

Sono pesanti gli strascichi anche di questa ultima ondata pandemica, la quarta, sugli ospedali italiani, che si ritrovano a fare i conti con l’urgenza di riattivare l’attività ordinaria. Ma per recuperare interventi e prestazioni persi proprio a causa dell’ultima ondata sarà necessario almeno un anno. A dirlo è la Federazione dei medici internisti (Fadoi) che ha lanciato un’indagine in 19 regioni: a pesare, affermano, sono anche gli effetti del long Covid, che richiede risorse ed impegno dal momento che circa il 15% dei pazienti ne è colpito. 

Almeno 12 mesi, dunque, è il tempo necessario per tornare all’attività ordinaria nelle corsie degli ospedali. La riduzione dei ricoveri programmati, sia pure senza arrivare ai livelli di quasi blackout delle prime ondate, spiega Fadoi, nel 37,5% dei casi è stata contenuta tra il 10 e il 20% di quelli programmati, ma nel 12,5% degli ospedali è stata tra il 20 e il 50%, mentre nel 16,7% dei casi il blocco è stato totale. Peggio è andata per le prestazioni programmate, come analisi e visite specialistiche. In questo caso nel 29,2% delle strutture la riduzione è stata tra il 20 e il 50%, oltre il 50% nell’8,3% degli ospedali, mentre nel 16,7% dei casi sono state sospese tutte le prestazioni programmate.

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