Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

IL PARKINSON SCONFITTO DAI COLORI

Tavolozza e pennelli in corsia. In Neurologia, l'arte è terapia

Via al laboratorio per stimolare i pazienti. Il segretario de La Tartaruga: «Con la malattia si può convivere»

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

28 Marzo 2022 - 05:10

Tavolozza e pennelli in corsia. In Neurologia, l'arte è terapia

Luigi Cerabolini, segretario de La Tartaruga

CREMA - La passione per l’arte l’ha sempre avuta e quarant’anni ha lavorato come disegnatore tecnico e progettista in un’impresa milanese, che produce sistemi antincendio per grandi aziende. Luigi Cerabolini, 78enne, è uno dei partecipanti al laboratorio di Arte terapia, utilizzata nell’ambito di terapie complementari per la malattia di Parkinson. Dieci sedute, una volta la settimana, per migliorare funzioni cognitive, motorie, benessere psicologico e salute emotiva di otto pazienti in cura al Maggiore. L’ospedale, per la prima volta, punta su questo laboratorio. Fondamentale la collaborazione del Rotaract, dei club Rotary del gruppo Gerundo e de La Tartaruga Onlus. La prima seduta nei giorni scorsi. I partecipanti sono pazienti dell’ambulatorio Parkinson: circa 200 visite l’anno. Ogni tre-sei mesi vengono eseguite valutazioni specialistiche dallo staff di Neurologia-Stroke unit, guidato dal direttore dell’Unità complessa Luigi Caputi. Responsabile dell’ambulatorio è la collega Rosina Paletta. «L’arte rinforza la socializzazione e può migliorare le attività visuo-spaziali deficitarie», sottolinea.

Lo staff del percorso che contempla il laboratorio di Arte terapia

A guidare i partecipanti è l’arteterapista Viviana Visconti. I partecipanti si sono già ritrovati in sala Polenghi, con pastelli, compresi quelli a cera, pennarelli, tempere, pennelli, fogli di ogni formato, per mettere su carta idee e sogni. «Una lezione servita anche per conoscerci» ha spiegato Visconti. Ad ascoltarla, oltre ai medici della neurologia anche il direttore generale dell’Azienda socio sanitaria territoriale Ida Ramponi. E al termine del percorso, i pazienti saranno sottoposti a test clinici, per evidenziare gli effetti del trattamento. «Dalla capacità di gestire uno spazio come può essere un foglio — ha chiarito la neuropsicologa Vanessa Raimondi, affiancata da Nicole Brezzolari, psicologa specializzanda — si possono cogliere i primi segnali di un’alterazione cognitiva che è sintomo della malattia».

Cerabolini, segretario della Onlus cittadina La Tartaruga, da sempre a fianco delle famiglie e dei malati di Parkinson, è in cura da 13 anni. «Avevo 65 anni quando mi è stata diagnosticata la malattia. Mi ero accorto di avere un leggero tremore alle mani. Di lì ho fatto le analisi. Io sono milanese, ma per 40 anni ho fatto il pendolare al contrario. Mia moglie, cremasca, voleva tornare qui quando nostro figlio aveva cominciato le elementari. Così mi sono adattato, diciamo che ormai sono cremasco d’adozione. Con la malattia cerco di convivere. I primi sette-otto anni era come se non avessi nulla. Andavo in bicicletta, in montagna. Adesso ho dovuto rinunciare, perché mi stanco facilmente. Non rinuncio però a disegnare. Una passione che ho sempre avuto, per questo mi interessa l’arte terapia, che certo è una cosa molto diversa da un classico corso di pittura. Io davanti a un foglio ci passo le giornate». Luigi conserva i i lavori in un album formato A4 e in una grande cartelletta per i fogli A3. E la scultura potrebbe essere la sua prossima sfida.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400