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La disperazione del papà di Riccardo: «Come farò senza di te?»

La tragedia del 20enne, morto a San Gervasio, ha colpito tutta la comunità. Domani i funerali

Andrea Arco

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andreaarco23@gmail.com

27 Marzo 2022 - 11:34

La disperazione del papà di Riccardo: «Come farò senza di te?»

Riccardo Parmigiani e la scena del tragico incidente stradale

SORESINA - Non sono bastate le 24 ore per metabolizzare l’accaduto. La tragedia resta comunque inaccettabile e inconcepibile. La vita di Riccardo Parmigiani, casaro soresinese di soli 20 anni, spezzata in un tanto banale quanto crudele incidente, ha sconvolto e commosso tutti. Rompe il silenzio il papà Giuseppe, suo idolo e riferimento, con un dolce quanto struggente pensiero affidato ai social, sulla pagina del suo 'bambino’: «Come farò senza di te – si chiede – ,come farò?». Gli amici piangono. L’azienda dove lavorava da un anno, la Zani nel Bresciano, è in lutto, come tutta Soresina, come Pandino dove ha studiato. Una sua prof posta la foto fatta fuori dall’edicola di uno ‘strillone’ de La Provincia dove il nome non compare: «Speravo non fosse lui. Questo mondo non è giusto». I funerali domani alle 14.30 nella parrocchiale di San Siro.

Non sono ancora le 6 del mattino, Riccardo sta andando al lavoro nei Caseifici Zani di Cigole, Bassa Bresciana. Non ci arriverà mai. Perde il controllo del volante, forse per un colpo di sonno, e il frontale con un camion pone fine a una vita ricca di amore, di sogni, di speranze per il futuro. Poche ore dopo le divise fanno visita ai parenti con l’infausto compito di riferire l’accaduto. Soresina e tutto il Cremonese lo scopriranno a breve. Solo lacrime, per tutti. Impossibile elaborare, il dolore però colpisce forte da subito. Sui social fioccano messaggi di cordoglio, di rabbia, di incredulità. «Un dolore che una mamma e un papà non dovrebbero mai provare – scrive Serena –. Adesso sicuramente sarai insieme al tuo nonno Cecco». Si fanno forza gli amici e cercano di darla al papà Beppe, alla mamma Antonella, alla sorella Rebecca. I messaggi sono tutti per loro. Li leggeranno certamente poi, adesso non è tempo.


Riccardo è cresciuto all’oratorio Sirino, è ancora vivo nei ricordi di don Angelo Piccinelli, che sarà sull’altare per l’ultimo saluto, degli animatori, dei parrocchiani. Soresinese doc ma così buono da far innamorare altre tre città. C’è la ‘sua’ Pandino, dove ha passato gli anni da teenager alle scuole superiori che non l’ha mai dimenticato: «Tutta la Scuola Casearia di Pandino si stringe attorno alla sua famiglia con sentimenti di profondo cordoglio e vicinanza», scrive chi l’ha visto, per cinque anni, seduto al banco mentre inanellava grandi risultati. E non è un pro forma, non lo si dice per piaggeria. Sempre da Pandino, infatti, lo ricordano anche i volontari del Lions Il Castello: «Riccardo si era diplomato solo lo scorso giungo. L'avevamo premiato con una borsa di studio, era uno dei migliori studenti della scuola. Ci uniamo al dolore dei familiari».


La novella, che nulla ha di lieto, attraversa Genivolta e Villacampagna, alla fine arriva a Soncino. Qui c’era l’Imbalplast che oggi è un glorioso ricordo del passato sportivo. In quell’epopea ciclistica fatta di successi, di valori e di nastri tagliati qualche pagina l’ha scritta Parmigiani: Alessandro Rossi, gli ex dirigenti e gli ex atleti lo ricordano così: «Eri un corridore, uno di quelli bravi, ma soprattutto eri un bravissimo bambino. Hai trascorso con noi i tuoi anni nei Giovanissimi e vive in noi la memoria di un bimbo umile, semplice, sempre disponibile. Ciao Riky, riposa in pace». Ogni mattina Riky prendeva la sua Ypsilon e percorreva più di 30 chilometri, attraversando la provincia di Cremona per arrivare a Cigole, nel Bresciano. Anche qui, ha lasciato il segno: «Conserveremo di Riccardo – racconta Nicola Zani, titolare della Caseifici Zani dove lavorava – un meraviglioso ricordo. Pur lavorando con noi da poco si era distino come lavoratore serio, sempre disponibile, molto preparato, estremamente appassionato. Ci mancherà il suo essere solare, la sua voglia di mettere a frutto gli studi. La dirigenza, l’azienda e tutti i dipendenti partecipano al lutto e si stringono intorno alla famiglia in questo momento di profonda sofferenza».

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