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Truffe in rete, si muove l’Arma: 4 denunce

Indagini dei carabinieri su tre casi: l’auto acquistata su un sito, la polizza fasulla, il conto svuotato

Francesca Morandi

Email:

fmorandi@laprovinciacr.it

24 Marzo 2022 - 05:25

Truffe in rete, si muove l’Arma: 4 denunce

CREMONA - Le truffe corrono in rete, il rischio è molto alto. Lo sanno bene le ultime tre vittime cascate nella trappola. Una di loro ha acquistato su un sito un’auto ad un prezzo allettante, un’altra ha creduto a chi gli segnalava movimenti fraudolenti sul suo conto on line aperto in Posta, la terza ci è finita dentro per una polizza assicurativa fasulla. Basta un clic sul «link» e il danno è fatto. I carabinieri di Cremona e di Castelleone hanno indagato sulle tre truffe messe a segno a gennaio scorso e smascherato gli autori: quattro italiani.

IL PRIMO CASO.

La persona denunciata è un 61enne residente fuori provincia. A metà gennaio, un cremonese ha letto un’inserzione su un sito online. Si metteva in vendita un’auto Toyota. Prezzo: 4.800 euro. Prezzo ghiotto. Nell’annuncio, il venditore aveva messo il numero di telefono da contattare. La vittima ha chiamato per saperne di più. Affare fatto. Ha deciso di acquistare l’auto e si è accordata per il pagamento. Un primo bonifico di 3.800 euro, gli altri 1000 al momento della consegna. Effettuato il bonifico al codice Iban indicato, nei giorni seguenti l’acquirente ha prelevato il cash al bancomat e si è presentato all’appuntamento nel luogo concordato. Peccato che il venditore non si sia mai presentato. La vittima lo ha chiamato con insistenza. Tutto inutile. Nessuna risposta. Il truffatore è ‘evaporato’. Il cremonese ha capito di essere stato raggirato, ha presentato la querela. Sono scattate le indagini. «Le conseguenti verifiche svolte sull’intestatario dell’Iban e del telefono contattato per l’acquisto hanno permesso di svelare l’identità del truffatore che è stato denunciato all’autorità giudiziaria», hanno spiegato al Comando provinciale.

IL SECONDO CASO.

Il truffatore denunciato è un 28 enne residente in provincia di Napoli. Vittima, un cremonese che a metà gennaio si è presentato nella caserma Santa Lucia, titolare di una carta Postepay. Ha spiegato di aver ricevuto, lo stesso giorno, sul suo telefono cellulare un messaggio. «Sulla sua carta sono stati effettuati movimenti fraudolenti. Per avere più informazioni, clicchi su questo link». La vittima ha cliccato. Si è aperta una pagina simile a quella del sito di Poste Italiane. Altro passaggio: «Fornisca il numero della sua carta e il suo numero di telefono». La vittima ha eseguito. Pochi minuti dopo ha ricevuto una telefonata di un tale che si è spacciato per un operatore delle Poste. E che gli ha consigliato di bloccare la carta. La vittima lo ha fatto e gli ha dato tutti i codici segreti di accesso. Nel giro di pochissimo, dal suo conto sono stati effettuati, a sua insaputa, pagamenti e acquisti: più di 9 mila euro ‘bruciati’. E qui il cremonese ha capito di essere caduto nella trappola: l’sms specchietto per le allodole. Ha bloccato la sua carta e scorrendo la lista dei movimenti, ha visto che qualcuno era entrato nel suo conto e aveva illecitamente utilizzato il suo denaro. Dalla querela alle indagini. Attraverso i numeri di telefono da cui la vittima era stata contattata e dai pagamenti effettuati, i carabinieri hanno tolto la maschera al truffatore e lo hanno denunciato all’autorità giudiziaria.

IL TERZO CASO.


I carabinieri di Castelleone hanno denunciato una coppia, 38 anni lui, 41 lei, casa in provincia di Caserta, entrambi con precedenti di polizia. La truffa risale al 17 gennaio scorso. La vittima (una donna) ha denunciato ai carabinieri di avere effettuato un pagamento su una carta Postepay per 274 euro: il prezzo di una polizza assicurativa relativa ad un’auto che lei usava. Il premio assicurativo lo aveva pagato ad un agente attraverso un link - su Internet - di un’assicurazione che indicava un numero di telefono da contattare. In realtà, quel link «non era riferibile alla società assicurativa falsamente indicata e il numero di telefono non era di un agente assicurativo, ma di un truffatore», spiegano i carabinieri. La vittima si è ritrovata sul telefonino una polizza assicurativa «patacca». Ha capito, è corsa dai carabinieri. Le indagini hanno consentito di risalire alla coppia di truffatori attraverso i numeri di telefono e gli indirizzi email.

Nella relazione stesa per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, il Procuratore generale della Corte d’appello di Brescia, Guido Rispoli, evidenzia «il significativo aumento» delle frodi e truffe informatiche. «Molto frequente resta la tecnica fraudolenta che consiste nell’inviare un messaggio telefonico o di posta elettronica con il quale viene richiesto di inserire i propri codici bancari di sicurezza. Codici che il truffatore poi utilizza per fare bonifici». L’appello è: «Non rilasciate mai codici e dati personali». 

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