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NEI BOSCHI TRA CREMONESE E BRESCIANO

Presunto lupo immortalato da una fototrappola

Il biologo Groppali: «Non c’è nulla da temere. Di aggressioni dei lupi ai danni dell’uomo non abbiamo notizia dal medioevo. Anzi, aiutano a contenere nutrie e lepri»»

Andrea Arco

Email:

andreaarco23@gmail.com

17 Marzo 2022 - 18:50

Presunto lupo immortalato da una fototrappola

Il presunto lupo ripreso nel Parco Oglio Nord

SONCINO - «L’immagine è difficilmente leggibile. Potrebbe trattarsi di un lupo? Assolutamente sì, un forte condizionale però è d’obbligo. Pericoloso? Assolutamente no, è un ritorno da guardare con favore». Così Riccardo Groppali, il biologo cremonese e accademico fra i più importanti del settore a livello nazionale e internazionale, commenta le immagini catturate dalla fototrappola piazzata nei boschi tra Cremonese e Bresciano che hanno foto il giro del web. L’esemplare deve ancora essere identificato. Al lavoro una task force del Parco Oglio Nord. Intanto la rassicurazione del massimo esperto: «Non c’è nulla da temere. Di aggressioni dei lupi ai danni dell’uomo non abbiamo notizia dal medioevo. Anzi, aiutano a contenere nutrie e lepri».

groppali

Il biologo Riccardo Groppali

Un nuovo lupo sull’Oglio? Forse sì, ma è meglio così. Parola di scienza: «Il lupo – commenta Groppali dopo aver analizzato il filmato girato nel Parco dal volontario Davide Tremendi, su cui non si sbilancia – è d’altronde in continua espansione nella Pianura Padana. Sono sicuri gli avvistamenti lungo il Po, pare ora che si spinga verso l’Adda e l’Oglio. Sta, sostanzialmente, tornando a occupare gli spazi a lui più adatti».

Ma cosa ci fanno i lupi sull’Oglio? Semplice, ovviamente cacciano. Ma non i daini, come molti potevano pensare: «Mettiamoci nei panni, o meglio nei peli, del lupo – ironizza il professore –. Cacceremmo daini, cervi e caprioli, velocissimi animali di grossa taglia, o nutrie e piccole lepri?».

La domanda, peraltro, non è retorica ma il risultato di uno studio: «Nutrie e piccole lepri non sono un esempio casuale. Si è analizzato che i resti di questi animali, spesso dannosi per le coltivazioni e in sovrannumero, sono quelli maggiormente presenti negli escrementi del lupo. Temerlo, quindi? Macché, fa addirittura una naturale opera di contenimento».

Poi l’endosrment del docente universitario al presidente del Parco Luigi Ferrari: «Mi trovo totalmente d’accordo con lui. Il ritorno del lupo sull’Oglio e l’arricchimento della biodiversità vanno visti in chiave totalmente positiva».

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