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PO DA SCAVALCARE: IL FUTURO

Sette milioni di euro nel ponte. Ma tre mesi di passione

Finanziati i lavori per rimettere a nuovo la «porta» tra Cremona e Castelvetro. Ma l’estate 2023 con il senso unico alternato e il rischio di chiusura la notte

Elisa Calamari

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redazioneweb@laprovinciacr.it

11 Marzo 2022 - 05:20

Sette milioni di euro nel ponte. Ma tre mesi di passione

CASTELVETRO - I fondi per la sistemazione del vecchio ponte sul Po sono garantiti, ma purtroppo lo saranno anche i disagi legati al cantiere: almeno tre mesi di senso unico alternato durante l’estate 2023, con lo spettro di un breve periodo di chiusura notturna che, però, gli enti interessati faranno di tutto per evitare. La certezza è che, mentre si torna anche a parlare di terzo ponte, la Provincia di Piacenza ha messo a bilancio 7 milioni e 571 mila euro per la manutenzione straordinaria del vecchio viadotto che porta a Cremona. Un finanziamento che per la verità risale al 2018, ma che è stato a lungo bloccato da burocrazie e autorizzazioni. C’era il concreto rischio, insomma, di perdere la somma stanziata a suo tempo dal Governo. Grazie al voto dell’altro ieri, però, il cantiere è blindato: «Con l’approvazione del Piano triennale è stata reintrodotta la previsione relativa alla manutenzione straordinaria — ha spiegato in aula il consigliere provinciale Massimiliano Morganti — reinserendo la cifra a bilancio già per l’anno 2022». Non solo: è stata aperta l’attesa Conferenza dei servizi, altro segno del fatto che finalmente si procede.

IL CRONOPROGRAMMA

L’iter prevede ora il progetto esecutivo entro 60 giorni dalla conclusione della Conferenza stessa, quindi l’apertura di un bando di gara europea con aggiudicazione entro cinque mesi dal progetto esecutivo, quindi contratto e consegna lavori non oltre due mesi dall’aggiudicazione. Se tutto procederà senza intoppi, si arriverà all’assegnazione dei lavori a fine 2022 e all’apertura del cantiere a inizio 2023, almeno per quanto riguarda la fase meno impattante e senza disagi. Quella che inciderà sul traffico verrà invece rinviata all’estate 2023. E complessivamente i lavori dureranno un anno.

GLI INEVITABILI DISAGI

Se il senso unico alternato sarà inevitabile durante i mesi estivi, la chiusura totale potrebbe essere scongiurata o ridotta al minimo. Ma anche qui si resta nel campo delle ipotesi, perché sarà la ditta che si aggiudicherà l’intervento a concertare con la Provincia le modalità di esecuzione. Che potrebbero, come avvenuto in passato, comportare anche un breve periodo di blocco totale del traffico, presumibilmente nelle ore notturne.

GLI INTERVENTI PREVISTI

I lavori più importanti riguarderanno l’impalcato B costruito nel 1890, dove dovranno essere realizzati rinforzi dei traversi in acciaio, posata una nuova soletta in cemento armato e previsti trattamenti delle sottostrutture. Per quanto riguarda la porzione di ponte più recente (quella ricostruita nel 1946 dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale) sono previste invece nuova soletta in cemento armato, trattamenti alle sottostrutture e riparazione dei cavi di precompressione. Sono in programma anche sostituzioni delle barriere e restyling vari che restituiranno un manufatto più sicuro. Dunque si tratterà di un cantiere decisamente più impattante rispetto a quelli degli ultimi anni, programmati solo per le riasfaltature o i rattoppi.

IL POST CANTIERE

Un punto su cui tutti gli enti sono stati sempre categorici — Provincia di Piacenza e Comune di Castelvetro in primis — è quello che riguarda i mezzi pesanti: anche dopo il maxi cantiere, resterà il divieto di transito. Per preservare la salute del viadotto. A dire il vero i camion negli ultimi anni sono diminuiti, proprio per effetto del divieto, basti pensare che nel mese di gennaio ne transitavano circa 315 al giorno compresi i pullman. Calato anche il numero dei veicoli leggeri: se anni fa erano attorno ai 20 mila al giorno, ora sono scesi a circa 15 mila.

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