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Casa di Comunità, ecco il nuovo volto dell’ex Asl

Ambulatori specialistici, uffici per i servizi a disabili, medicina dello sport, cure palliative, psicologia e altro ancora

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

06 Marzo 2022 - 05:12

Casa di Comunità, ecco il nuovo volto dell’ex Asl

L'ospedale di Crema

CREMA - Serviranno due anni e mezzo per realizzare le due Case di Comunità cremasche, a cui dovrebbe aggiungersi quella collocata da Regione alla Brunenghi di Castelleone, per la quale, però, manca ancora l’ufficialità. In 32 mesi verrà adeguata l’ex palazzina Asl di via Gramsci, oggi sede del centro servizi dell’Asst; 30 mesi, invece, secondo le stime della Regione, occorreranno per la sistemazione dell’ospedale rivoltano Santa Marta. La fine lavori per entrambe le sedi è ipotizzabile nel 2025.


La direzione generale Welfare della Regione ha messo nero su bianco il cronoprogramma degli interventi. Adesso si passa alla fase due, che è quella della progettazione. Tutti gli Ospedali di Comunità e le Case di Comunità regionali vengono finanziati con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il budget che il governo garantisce per ogni Casa è infatti di 1,5 milioni di euro, e così sarà anche per via Gramsci e per il Santa Marta. Ad illustrare lo stato dei progetti è stata nei giorni scorsi il vicepresidente e assessore regionale al Welfare Letizia Moratti, rispondendo alla richiesta di informazioni formulata dal consigliere regionale dei Cinque Stelle Marco Degli Angeli. «Attualmente l’immobile di via Gramsci 13 a Crema è destinato a sede amministrativa direzionale dell’Asst di (quindi è di proprietà della Regione, ndr), e alcuni locali sono già dedicati a servizi sociosanitari – spiega la nota del vicepresidente Moratti –. L’intervento prevede l’adeguamento edile e impiantistico che mira alla ristrutturazione dell’edificio, con la riconversione parziale dello stesso in Casa di Comunità».

Nascerà dunque una struttura con ambulatori medici e infermieristici, uffici per i servizi alle persone con disabilità, medicina dello sport, cure palliative, psicologia territoriale e altro ancora. «L’Azienda socio sanitaria territoriale – precisa l’assessore – ha già predisposto lo studio di fattibilità tecnico-economica dell’intervento secondo le linee guida elaborate dal ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile. L’avvio dell’attività può considerarsi a operatività immediata per i servizi già attivi che saranno ricompresi nella Casa di Comunità, mentre per quelli che necessitano di un intervento strutturale e dello spostamento di uffici amministrativi della Asst l’operatività è subordinata alla redazione della progettazione esecutiva, all’ottenimento dei pareri necessari, all’espletamento della procedura di affidamento dei pareri e all’esecuzione degli stessi. La durata di questo iter può essere stimata in 32 mesi».


Gli uffici del Dipartimento amministrativo dell’azienda presenti nell’immobile saranno invece ricollocati in opportuna sede, ancora da definire. Gli attuali presidi della Neuropsichiatria infantile e del Consultorio sono funzionanti, attivi e già collocati in spazi adeguati e accreditati. Come ormai risaputo l’ex tribunale non è stato ritenuto idoneo dalla Regione ad ospitare la Casa, per ragioni legate innanzitutto agli elevati costi di adeguamento che sarebbero stati ben superiori agli 1,5 milioni di euro disponibili. «Per quanto riguarda il fabbricato dell’ex-tribunale – prosegue la nota del vicepresidente – dalle valutazioni effettuate è emerso come lo stesso presenti caratteristiche strutturali e di manutenzione non del tutto adeguate ad una destinazione sanitaria, anche territoriale. Le stime preliminari di adeguamento, inoltre, hanno evidenziato costi molto elevati (le cifre circolate erano state intorno ai 5 milioni, Ndr)». In merito alla Brunenghi, da palazzo Lombardia concludono: «Si tratta di una potenziale terza sede nella struttura – conclude Moratti – che già ospita alcuni servizi ambulatoriali in concessione dall’Asst di Crema: sono in corso ulteriori verifiche di fattibilità da parte di Regione».

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