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IL GIRO D'ITALIA

Corsa rosa, Viadana ci prova «Nel 2023 la Tappa Oglio Po»

Trattative in corso per un arrivo o una partenza della gara più importante del ciclismo. «Entro marzo la decisione finale»

Andrea Setti

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asetti@laprovinciacr.it

02 Marzo 2022 - 05:15

Corsa rosa, Viadana ci prova «Nel 2023 la Tappa Oglio Po»

VIADANA - Potremmo chiamarlo sogno, desiderio, utopia ma niente è mai stato tanto vicino alla realtà quanto il progetto «Giro d’Italia 2023» a Viadana. Un evento straordinario per il territorio e del tutto inedito. I contatti sono già stati avviati nelle scorse settimane e la risposta definitiva è attesa entro il mese. La notizia è filtrata da ambienti sportivi ed è stata confermata da fonti del Comune. «Contatti concreti sono in atto — si spiega dal palazzo municipale — per portare qui la carovana rosa. Speriamo di farcela». Il dossier, dunque, è più che mai aperto.


«TAPPA DELL'OGLIOPO»


Le ipotesi in gioco sono due ovvero l’organizzazione di un arrivo o di una partenza in loco della corsa più affascinante d’Italia e una delle più seguite nel mondo. La doppia possibilità, tra l’altro, aprirebbe la strada a uno scenario ancora più suggestivo e cioè far diventare l’arrivo del Giro un evento comprensoriale, una sorta di «Tappa dell’Oglio Po» che metta insieme, dunque, Viadana come capofila ma anche Casalmaggiore e Sabbioneta come poli attrattivi. Pensare a un arrivo a Viadana e una partenza a Casalmaggiore, ad esempio, creerebbe una straordinaria occasione di visibilità per un’area geografica sì periferica rispetto ai rispettivi capoluoghi di provincia, quanto ricca in termini socio-economici e culturali. E, dunque, in grado di reggere la «pressione» di una tale ribalta. La posizione geografica assolutamente baricentrica fra le splendide città di Parma e Mantova, inoltre, rende il tutto ancora più appetibile e fattibile.


BERGAMO-BRESCIA


Che il Giro d’Italia del prossimo anno sia destinato a passare comunque vicino a Viadana e Casalmaggiore è testimoniato anche dal fatto che è in previsione una tappa per omaggiare Bergamo-Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023. Una distanza del tutto raggiungibile dai campioni delle due ruote a pedali e che potrebbe rientrare in un progetto di tracciamento dei vari passaggi della prossima edizione della kermesse ciclistica.


RICADUTE ECONOMICHE


È del tutto evidente che una manifestazione nazionale di così alto prestigio è destinata ad avere ricadute economiche di grande impatto per tutto il comprensorio. Certamente a livello di notorietà ma anche di ghiotta occasione per mettere a servizio della carovana del Giro tutti i servizi relativi all’accoglienza: dalla ristorazione alla ricettività, dalla logistica all’impiantistica e quant’altro. Un giro d’affari cospicuo se si pensa che le persone coinvolte sono diverse centinaia fra squadre, tecnici, commissari di gara, troupe televisive e inviati delle varie testate nazionali e internazionali. Insomma, un’occasione di rilancio a 360 gradi che pioverebbe come manna dal cielo.

COSTI E SPONSOR


Se ci sono innegabili vantaggi a livello di introiti, è altrettanto cospicuo il versante dei costi di organizzazione che non possono certamente essere sopportati dagli enti pubblici coinvolti. Un evento come l’arrivo o la partenza del Giro d’Italia comporta un esborso importante che può essere coperto solo dall’intervento di sponsor privati, magari affiancati da realtà come i Gal (Terre del Po e Oglio Po) che hanno una funzione di stimolo e coordinamento territoriale. E anche in questo caso è fondamentale il «gioco di squadra» del territorio che se c’è e vuole esserci deve inevitabilmente «battere un colpo».

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