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PROTESTA NELLE CASE POPOLARI

Cremona: «Settimane senza caldaia e ricovero per polmonite»

Anziano inquilino delle palazzine Aler di via Castelbello critica l’azienda, che replica punto su punto

Elisa Calamari

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redazioneweb@laprovinciacr.it

28 Febbraio 2022 - 05:05

Cremona: «Settimane senza caldaia e ricovero per polmonite»

Uno scorcio delle case Aler di via Castelbello prima degli interventi di ristrutturazione

CREMONA - Parla di mancate manutenzioni, di muffa, di sporcizia e degrado, ma soprattutto di ritardi nella riparazione di un guasto alla caldaia, a suo parere concausa della polmonite che lo costringe in ospedale dalla fine del dicembre scorso. A lamentare le cattive condizioni dell’appartamento Aler in cui vive, in via Castelbello, è un 75enne invalido civile. «Sono in carrozzina, sotto ossigeno e ora mi trovo ricoverato in ospedale per una polmonite bilaterale non causata dal Covid - racconta -. Sono convinto abbia inciso il guasto alla caldaia, che risale al 6 dicembre scorso e che è stato riparato qualche settimana fa mentre io mi trovavo già in ospedale. L’intervento è avvenuto solo dopo una telefonata degli assistenti sociali. Per non parlare delle muffe che ci sono in casa. Aler ha fatto degli interventi di manutenzione, ma solo all’esterno. Qualche anno fa il vostro giornale aveva già segnalato la situazione, denunciando le pessime condizioni dei serramenti, gli spifferi, l’umidità».

Da allora, secondo il residente, qualche cambiamento c’è stato ma di certo non basta. «Dalla Regione mi risulta vengano stanziati fondi, ma vorrei capire per cosa vengono spesi - continua il cremonese -. Proprio per la mancanza di interventi risolutivi nonostante le ripetute segnalazioni, avevo sospeso i pagamenti delle rate di affitto, che ora sto recuperando con un pagamento aggiuntivo rispetto alla rata mensile». L’anziano dunque non nega la morosità, che motiva però parlando di mancate manutenzioni, e non esclude vertenze legali per far valere le sue ragioni e tutelare la propria salute.

Aler, interpellata sulla vicenda, precisa che il fabbricato è stato completamente rifatto nel 2018 e in quell’occasione è anche stato installato un cappotto alle pareti esterne da 18 centimetri, sono stati cambiati i serramenti, sono stati sistemati il vano scala, i balconi e la copertura. Quanto alla caldaia, viene chiarito che il signore ha effettivamente inviato la richiesta di riparazione, «arrivata agli uffici il 20 dicembre». L’Aler si sarebbe quindi subito attivata, è la spiegazione fornita, nonostante le difficoltà di materie prime e tecnici in periodo natalizio. «I fornitori non consegnavano caldaie ma abbiamo dato ordine di sostituzione della caldaia che aveva circa 20 anni ed è stata quindi installata l’11 gennaio - spiegano ancora dall’ente -. Il signore lamentava pezzi da cambiare e infatti sulla nota del suo idraulico era indicato ‘scheda difettosa’, quindi probabilmente un poco funzionava».

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