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INTERVISTA ESCLUSIVA

Finalpia, la verità di Hyma. «Ancora nodi da sciogliere ma riapriremo per Pasqua»

Per la prima volta parla Pasquale Cordaro, amministratore unico della società: «Lavori per molte decine di miglia di euro»

Dario Dolci

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redazione@laprovinciacr.it

22 Febbraio 2022 - 05:00

Finalpia, la verità di Hyma. «Ancora  nodi da sciogliere ma riapriremo per Pasqua»

CREMA - Era atteso alla riunione della commissione comunale di garanzia di venerdì scorso, ma ha fatto sapere che non sarebbe intervenuto per motivi di salute, dopo che sindaco e membri di maggioranza avevano espresso contrarietà alla convocazione. Raggiunto telefonicamente ieri mattina, Pasquale Cordaro, amministratore unico di Hyma, la Srl modenese che ha firmato un contratto per gestire l’Hotel del Golfo di Finalpia, ha rassicurato sulle buone intenzioni della società da lui rappresentata, annunciando la riapertura del resort per Pasqua.

La sua mancata partecipazione venerdì alla commissione ha suscitato più d’un commento maligno.
«Ho letto. Non stavo bene. Pensavo di aver preso il Covid. Ho fatto anche un tampone».

A che punto sono le trattative con la proprietà dell’albergo?
«La situazione è contorta. I miei collaboratori stanno cercando di trovare un’intesa con la Fondazione Finalpia. Sono impegnati quotidianamente».

L’11 agosto scorso avete firmato un contratto che prevedeva tre anni di affitto a 300 mila euro all’anno e poi l’acquisto del resort a 10 milioni. Due mesi dopo avete sollevato una serie di contestazioni sulla struttura: non sarebbe stato più logico controllare prima di firmare?
«Sono state fatte delle perizie tecniche che non si sono rivelate precise. È stato fatto tutto con un po’ di fretta e alla fine abbiamo preso tutti degli abbagli. C’è da dire che finché non ci sei dentro, certe cose non le percepisci. Parlo ad esempio della frana della collina che sta alle spalle dell’albergo, ma anche dell’ascensore che non funziona».

Intende dire che la manutenzione necessaria non era solo ordinaria?
«Esattamente. Non si tratta di qualche decina di migliaia di euro, ma di molto di più. Cifre importanti».

È per questo che a ottobre avete saltato la scadenza dell’anticipo di 500 mila euro sull’acquisto e del deposito della fideiussione da 100 mila euro?
«Sì, ma ora stiamo lavorando per mettere tutto a posto. La situazione è complicata e serve tempo, anche con le banche».

L’intenzione di Hyma è dunque quella di aprire e di gestire l’Hotel del Golfo?
«Hyma ha fatto un percorso importante. La proprietà è convinta dell’investimento. Crediamo in questa operazione. I primi tre mesi di affitto erano già stati pagati. A noi interessa aprire in fretta per non perdere un’altra stagione. Il nostro obiettivo è riuscire a farlo per Pasqua».

Nel maggio scorso, la Fondazione ha fatto un bando per cercare di vendere il resort di Finalpia a 10 milioni di euro. Non c’è stata nessuna proposta di acquisto. Poi arrivate voi di Hyma e offrite più di quanto fosse stato chiesto in precedenza. Ci aiuta a capire?
«Se la proprietà di Hyma ha fatto questa proposta è perché sapeva cosa stava facendo».

La vostra società non gestisce altri alberghi e ha un capitale sociale di 10 mila euro. È lecito avere delle perplessità.
«A Modena gestiamo un centro di accoglienza per profughi, ma anche per italiani in condizioni svantaggiate. Presto apriremo un albergo a Novara, di fronte alla stazione. Abbiamo firmato un contratto di gestione dell’Hotel del Golfo. Non vogliamo fare figure di m.... ».

Cosa manca dunque affinché possiate partire con la vostra nuova attività?
«I lavori di ristrutturazione sono stati fatti. Mancano alcune cose per le quali ci stiamo mettendo d’accordo con la Fondazione, ma non possiamo farci carico di tutti i problemi degli altri».

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