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SESTO ED UNITI

La gatta Flea avvelenata, il sindaco Vezzini indignato

Grave episodio in via Marconi ai danni di una micia. I suoi padroni hanno deciso di sporgere denuncia contro ignoti

Luca Ugaglia

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redazione@laprovinciacr.it

15 Febbraio 2022 - 05:10

La gatta Flea avvelenata: indagini

La gatta Flea avvelenata

SESTO ED UNITI - Flea era il gatto di Chiara Ventura e Gianluigi De Martino. Era perché non c’è più. Qualcuno domenica l’ha avvelenata. In famiglia è il terzo micio ammazzato allo stesso modo nel giro di nove anni. E ora i suoi padroni, che abitano in via Marconi, hanno deciso di sporgere denuncia contro ignoti dai carabinieri.

«L’abbiamo trovata verso le otto sul tetto di una casa vicina alla nostra che era in preda alle convulsioni – spiega Chiara - e Gianluigi ha rischiato addirittura di cadere per andare a recuperarla: gli è morta tra le braccia in attesa che il veterinario la visitasse; il dottore ci ha chiesto cosa le avessimo dato da mangiare, gli abbiamo spiegato che aveva preso le solite crocchette e sabato anche delle alette di pollo e proprio per questo abbiamo pensato che per sbaglio avesse ingoiato qualche osso, ma il dottore, toccandola, ci ha detto subito che la causa è stata un’altra: avvelenamento da organofosforico».

Continua Ventura: «Flea mangiava solo le crocchette che le davamo noi e sicuramente chi ha voluto toglierla di mezzo le ha preparato di proposito il boccone tossico che l’ha uccisa, ma questa è una cosa gravissima e faremo denuncia anche perché non sappiamo dove la nostra micia l’abbia mangiato e per questo siamo molto preoccupati, perché pensiamo a quello che sarebbe potuto accadere se chi ha voluto punirla lo avesse gettato nel nostro cortile, dove i nostri bambini giocano. E se uno di loro l’avesse trovato e assaggiato cosa sarebbe accaduto?».

Ventura considera inconcepibile questa violenza: «Se un gatto dà fastidio a qualcuno – continua - perché girando ovunque fa i bisognini davanti alle porte o negli orti o sporca le macchine, il diretto interessato dovrebbe andare dal padrone a dirglielo civilmente invece di fare queste vigliaccate».

Nella primavera del 2013 la famiglia Ventura aveva perso altri due gatti stroncati dal veleno, insieme a quello di una vicina di casa, morto per la stessa causa. Dai social, sui quali Chiara e Gianluigi hanno pubblicato la notizia, è arrivata la solidarietà dei cremonesi. C’è chi parla di «atto ignobile, orrendo e spietato» e chi all’indirizzo degli autori senza nome usa aggettivi forti come quello di «barbari assassini». Il sindaco Carlo Vezzini definisce l’episodio «molto grave e da condannare».

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