Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

IL FUTURO DI CREMONA

Luca Zanacchi: «Lo sport grande ricchezza. Strumento per lo sviluppo»

L’assessore comunale: «Ma l’eccessiva frammentazione genera dispersione di energie e opportunità»

Massimo Schettino

Email:

mschettino@laprovinciacr.it

08 Febbraio 2022 - 05:05

Zanacchi: «Lo sport, una ricchezza. Strumento per lo sviluppo»

L’assessore allo sport Luca Zanacchi

CREMONA - Prosegue il dibattito sul futuro della città che ha preso il la dopo l’editoriale del direttore de La Provincia, Marco Bencivenga, pubblicato il 16 gennaio scorso. Ad intervenire oggi è Luca Zanacchi, assessore comunale allo Sport.

Una delle grandi ricchezze di Cremona sono le sue società sportive. Per il Sole 24 Ore la provincia è al quarto posto in Italia per indice di sportività: può darci qualche numero su questa dimensione a Cremona?
«Cremona ha una lunga tradizione sportiva, in città abbiamo associazioni e polisportive che operano sul territorio cittadino addirittura da più di sessant’anni e nel 2022 sono più vive e forti che mai. Nella nostra città quotidianamente sono migliaia le persone impiegate in attività sportive, a vari livelli e con ruoli diversi. Dall’atleta ai dirigenti, ai tecnici fino ai volontari almeno il 50 % della popolazione cittadina vive quotidianamente lo sport e la pratica sportiva. A livello nazionale siamo molto forti in alcuni ambiti come lo sport femminile, le attività paralimpiche, il basket e molti altri aspetti della pratica sportiva.
Il nostro è uno dei territori più ricchi e attivi di tutta la Lombardia che a livello nazionale è la Regione trainante anche sotto il profilo sportivo. Questi dati non vanno interpretati in termini autoreferenziali ma anzi devono stimolare riflessioni per la pianificazione di azioni sempre migliorative anche negli aspetti in cui sono evidenti dei margini di miglioramento. In questo come Amministrazione stiamo lavorando molto perché crediamo nello sviluppo dello sport».

In che modo questa ricchezza può essere una leva di sviluppo della città?
«Lo sport è leva per lo sviluppo umano, in ogni suo aspetto. Sotto il profilo educativo, della salute, della sensibilità ambientale, nello sviluppo di coesione sociale, un valore aggiunto della società intera. Lo sport però può essere anche un importante strumento per lo sviluppo dell’economia dei territori. Questo è un tema sul quale può essere utile spendere qualche parola di approfondimento. Nel 2019, escludendo le attività dei vari campionati, Cremona ha ospitato circa 97 eventi sportivi di vario livello. Attorno alle manifestazioni sportive orbita un indotto potenzialmente molto interessante, anche in termini di ricaduta economica sulla città. In questi mesi abbiamo lavorato per poter riorganizzare la calendarizzazione degli eventi e poter offrire alle realtà che organizzano, opportunità per la valorizzazione della città e del suo patrimonio. Siamo in dirittura di arrivo per la presentazione di una progettualità che coniugherà sport e turismo proprio per la valorizzazione della città da sottoporre alle realtà che sceglieranno Cremona per i loro eventi. Abbiamo lavorato con organismi sportivi e associazioni per poter portare in città nuovi eventi di livello nazionale e internazionale che porteranno nuovi eventi sportivi sulla città e ogni volta centinaia di sportivi e accompagnatori. L’obbiettivo è quello di valorizzare questi numeri anche sotto il profilo economico per il bene della città e delle attività che in essa operano».

Qual è il futuro dello sport di base a Cremona? 
«Siamo fortunati, viviamo in una città che sotto il profilo dello sport di base offre molte possibilità. In questi anni, nonostante la pandemia, ci siamo impegnati per rilanciare alcuni aspetti legati alla pratica dello sport di base. Penso alle tante manutenzioni fatte agli impianti, alle progettualità di carattere sociale e educative che abbiamo attivato, penso ai prossimi interventi manutentivi, alcuni davvero molto importanti, che partiranno nel 2022. Penso al grande e silenzioso lavoro svolto per il rinnovo di moltissime convenzioni per l’utilizzo delle strutture comunali che di fatto ha aperto una stagione nuova per la gestione e la vivibilità delle strutture lasciando spazi progettuali e di visione alle società sportive. L’Amministrazione deve fare questo, nella costante relazione con le associazioni, creare presupposti affinché le realtà possano progettarsi, crescere e svilupparsi diventando sempre più forti e radicate sui territori. Lo sport di base coinvolge tantissimi cittadini, dai più giovani alle famiglie fino ad un esercito di volontari che operano spinti da passione e amore per lo sport. Oggi viviamo ancora limitazioni e restrizioni di carattere sociale imposte dalla pandemia ma le attività dopo i lockdown sono riprese e grazie al lavoro effettuato in sinergia con le associazioni non si è più fermato. Anche nelle palestre scolastiche le attività sono continuate. Sono a conoscenza di città del nord Italia in cui le Amministrazioni non permettono ancora oggi l’utilizzo di palestre scolastiche. Noi abbiamo lavorato per consentire la ripresa e la continuità perché lo sport di base è l’ossatura principale del sistema sportivo. Le prossime sfide a livello nazionale saranno date dalla riforma dello sport, incompiuta e ferma in un limbo da troppo tempo e la riforma del terzo settore. Questi temi impatteranno sicuramente sulle attività sportive. A livello territoriale il tema della mancanza del servizio di medicina sportiva come servizio pubblico ha generato e continua a generare grandi difficoltà proprio allo sport di base. Come Amministrazione ci siamo impegnati molto su questo fronte e continueremo a farlo per il bene dello sport, non solo cittadino».

Quale è stato l’impatto del Covid?
«Certamente la pandemia ha impattato in modo pesante sul mondo dello sport. Ci troviamo di fronte ad una situazione nella quale molti giovani hanno abbandonato la pratica e non poche associazioni hanno fermato le loro attività. Prima del Covid nel Comune di Cremona erano operative poco più di 160 associazioni sportive, oggi al registro CONI ne risultano iscritte circa 130, dato che si aggiorna costantemente. Viviamo anche difficoltà legate alla ripresa della pratica sportiva, penso al tema enorme della medicina sportiva sul quale ci stiamo impegnando in tutti i modi per tornare ad avere questo servizio indispensabile e alle difficoltà date dal Return To Play. La situazione attuale ha visto quindi una flessione delle associazioni sportive attive rispetto alla fase precedente il covid, a livello nazionale a inizio pandemia si stimava una perdita di circa il 30% delle realtà sportive e ad oggi sulla città la percentuale si attesta a circa il 25% in meno. La difficoltà di tante imprese è certamente ricaduta anche su molte realtà sportive che si sono viste ridurre le sponsorizzazioni proprio a causa delle difficoltà delle aziende. Anche le difficoltà economiche delle famiglie hanno avuto ripercussioni di carattere economico sulle associazioni. Detto ciò le tante associazioni cittadine si stanno lentamente riprendendo e se sarà come spero, il 2022 diventerà davvero l’anno della normalizzazione anche dello sport».

E qual è il futuro di Cremona e quali i rischi?
«L’eccessiva frammentazione che genera dispersione di energie e opportunità, eccessivi personalismi e il poco coinvolgimento dei giovani nei livelli dirigenziali sono le criticità maggiori che riscontro. Credo nel sano campanilismo e attaccamento al territorio ma personalmente vedo un solo campanile che dovrebbe riunire tutte le realtà, il torrazzo. Questo nello sport come in altri ambiti della vita sociale ed economica della città. Superare questi limiti territoriali e culturali potrebbe davvero proiettare Cremona in direzioni e esperienze più importanti con ricadute significative. In questo i giovani sono una risorsa importante, un elemento da valorizzare. Sotto il profilo sportivo credo che il futuro vedrà un sempre maggiore coinvolgimento delle realtà sportive nella gestione delle strutture pubbliche con modalità innovative e più attuali. Si dovrà lavorare per far crescere le competenze delle dirigenze, rinnovarle e accompagnare le realtà sportive ad assumere un ruolo sempre più centrale nella comunità, principalmente sotto il profilo sportivo. Servirà inoltre maggiore attenzione, consapevolezza e volontà nell’essere soggetti di carattere sociale, capaci di portare valore aggiunto alla vita dei cittadini anche in ambiti vicini allo sport. Uscire dalla dinamica che vede alcune realtà sportive vivere nel contesto cittadino interagendo lo stretto necessario al mantenimento dello status quo per proiettarsi su obbiettivi e progettualità di più ampio respiro».

E le opportunità?
«Dal 2019 stiamo lavorando senza sosta per dare allo sport l’importanza e il riconoscimento che merita. Sotto il profilo educativo, di tutela della salute e della società tutta e come strumento per la crescita economica della città. In questo anno arriveranno a Cremona nuovi eventi di livello nazionale e internazionale, saremo impegnati in importanti progetti di ripristino di alcuni impianti sportivi, arriveranno nuovi progetti sportivi con forte impatto sociale che apriranno a nuove opportunità per tanti concittadini. Di fatto il 2022 presenta tutte le caratteristiche di un anno di vera rinascita. Abbiamo individuato 22 obbiettivi da raggiungere nel 2022».

Quali decisioni sono necessarie per la città in vista degli scenari di domani?
«Il covid ha di fatto accelerato alcune dinamiche di cambiamento che già si riscontravano prima della pandemia. Indipendentemente dal livello di consapevolezza di ognuno, il dato certo è che ci troviamo a vivere in una fase di grandi cambiamenti e credo che anche questo elemento concorra a generare non poche preoccupazioni, ansie e paure. In un contesto difficile dato dalla pandemia e dalle sue ricadute sociali si rende comunque necessario immaginare il futuro e spendersi per dare risposte di prospettiva. I temi ambientali, della tutela della salute e dello sviluppo del territorio sono temi molto sentiti sui quali servirebbe riprendere lucidità e serenità per sviluppare dialogo e attivare percorsi condivisi che possano portare a scelte di prospettiva in grado di conciliare la necessità di sviluppo e progresso con la tutela dell’ambiente e della salute. Anche in queste dinamiche credo che lo sport, sia di base che di altro livello possano essere una delle opportunità che la nostra città può offrire per recuperare spazi di dialogo, momenti di unione e condivisione di intenti. Dobbiamo imparare a vivere lo sport anche come uno dei maggiori veicoli di contenuti e messaggi positivi e di sviluppo.

Natura, sport e salute vanno spesso a braccetto. E Cremona è città d’acqua, di piste ciclabili e, secondo i dati di Legambiente, al 25esimo posto fra le citta più verdi d’Italia. Ma è all’ultimo posto per la qualità dell’aria. E la provincia ha il triste primato delle morti premature causate nel 2019 dal particolato ultrasottile: 127 ogni 100 mila abitanti. Ambiente e sviluppo possono coesistere a Cremona?
«Devono coesistere, non vedo alternative, però lasciatemi dire una cosa. Pensare, sostenere che la qualità dell’aria a Cremona dipenda esclusivamente dai comportamenti dei Cremonesi e dalle scelte di chi oggi occupa posizioni di responsabilità a mio avviso è una visione piuttosto provinciale, limitata e riduttiva del fenomeno. Sappiamo molto bene che le condizioni geografiche e climatiche penalizzano la nostra area. Ostinarsi a ragionare all’interno dei confini comunali e locali credo sia davvero limitante. Detto ciò sicuramente serve operare a livello locale per poter contrastare questa situazione. Istituzioni, realtà produttive ma anche la cittadinanza tutta. Su questo tema credo servirebbe anche recuperare un minimo di obbiettività, uscire da certe dinamiche dal sapore di teatrino politico e tornare a ragionare nel concreto. Riguardo il tema ambientale servirebbero comportamenti virtuosi diffusi, praticati da tutti perché le polveri sottili le produciamo tutti. La narrazione che sul territorio siano in pochi a produrre tutto l’inquinamento che subiamo, a mio avviso lascia il tempo che trova, è poco credibile e non va oltre alla polemica sui social senza la possibilità di aprire un vero dibattito. La soluzione del problema credo vada trovata nel comportamento di ognuno e nella condivisione di scelte anche importanti, di prospettiva, qualche volta apparentemente scomode e fuori dalle consuetudini, che questa amministrazione sta portando avanti. In questo lo sport e la pratica di sani stili di vita possono essere il veicolo culturale per trasmettere nuove sensibilità e nuovi stimoli a tutto il tessuto sociale nella consapevolezza che lo sport, quando praticato coscientemente, genera salute fisica e mentale, muove capitali e interessi che generano valore aggiunto al territorio. Lo sport è forse il più potente mezzo per veicolare messaggi, questo lo sosteneva anche Nelson Mandela che attraverso lo sport ha unito un paese intero».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400