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CREMA. TRAGEDIA IN VIA IV NOVEMBRE

Conviventi trovati morti, casa sequestrata: è giallo

Le vittime sono un 65enne invalido e una 64enne: mistero sulle cause, indagano i carabinieri

Cristiano Mariani

Email:

cmariani@laprovinciacr.it

27 Gennaio 2022 - 09:19

Conviventi trovati morti, casa sequestrata: è giallo

La casa in via IV Novembre

CREMA - Non li vedevano da giorni, forse una quindicina. Ma per i vicini, «schiva com’era quella coppia», non si può dire fosse una novità: «Non avevano neppure il nome sul citofono». Ieri pomeriggio i vigili del fuoco, forzata la porta dell’appartamento al piano terra della palazzina al numero 52 di via IV Novembre, li hanno trovati morti. Difficile dire da quanto. Ma l’avanzato stato di decomposizione fa pensare a ben più di una settimana. Lui, un invalido di 65 anni costretto sulla sedia a rotelle, era riverso sul pavimento della sala. Lei, la convivente di 64 anni, in bagno. Su cosa li abbia uccisi, è mistero fitto. Di sicuro non il monossido di carbonio: nessuna traccia delle esalazioni killer in quelle stanze.

I carabinieri, ancora in nottata, non avevano reso noti i nomi dei due. «Stiamo cercando di capire se avessero parenti in vita...». Un’operazione più complicata di quanto si possa pensare. L’uomo è infatti di origine pugliese; la 64enne, invece, era nativa di Chieti. In città, nello stabile color tortora all’imbocco di via Diaz e a due passi dalla rotonda del Pergoletto, si erano trasferiti da qualche anno dall’Abruzzo. Ma nessuno ricorda esattamente quando.

A insospettire la donna delle pulizie, che si occupa delle parti comuni del caseggiato, è stata una strana «puzza». Sempre più pungente, mano a mano che ci si avvicinava al portoncino di quel bilocale. E allora, alle 14, sono stati avvertiti i vigili del fuoco, perché suonare il campanello era inutile. Hanno impiegato pochi istanti, i pompieri, a far saltare la serratura. Ma per oltrepassare la soglia, sono stati costretti a indossare gli autorespiratori, per difendersi dal fetore. Nessun segno di violenza, almeno all’apparenza, sui cadaveri. E il fatto che la porta fosse chiusa dall’interno e nell’abitazione nulla sembri fuori posto, farebbe escludere «interventi di estranei», per dirla come i rapporti di servizio. Ciò nonostante, gli investigatori della caserma Maritano sono rimasti nella casa sino alle 20, nel tentativo di capire cosa abbia ucciso una coppia, che usciva di rado, se non per fare la spesa. E che nessuno ha cercato.

Solo l’autopsia, che verrà quasi certamente disposta già oggi, potrà far luce sul giallo. Anche se l’ipotesi del doppio malore fatale, sebbene non impossibile, appaia per lo meno poco probabile. Resta il gesto volontario, ma si tratta solo di una delle piste che non vengono scartate.

Sostituita la serratura, sono stati sistemati i sigilli: locali sotto sequestro. Resteranno tali, sino a quando il perché di due morti, avvolte nel mistero, non avrà una risposta.

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