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LE INDAGINI

Contagi sul lavoro, archiviati quasi tutti i procedimenti

"Non sono emersi evidenti profili colposi": ecco le spiegazioni del procuratore Roberto Pellicano

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

22 Gennaio 2022 - 22:20

Contagi sul lavoro, archiviati quasi tutti i procedimenti

CREMONA - Il Covid preso sul luogo di lavoro ha innescato un boom di denunce, in Italia. A Cremona, in Procura le indagini aperte sono state 55 e per 52 è già stata chiesta l’archiviazione. Sono indagini nate dalla trasmissione dei certificati Inail relativi agli infortuni e ai decessi per Covid nelle imprese, ma anche negli ospedali (Asst di Cremona e Crema), nell’Ats Val Padana e nelle Rsa. Nell’accertare i fatti, la Procura ha seguito due criteri. Il primo: ha verificato il numero di contagi in relazione al numero totale dei dipendenti della struttura. Il secondo: la cronologia dei contagi. Si è verificato in quale periodo si sia registrata l’incidenza massima. Nei casi «significativi», si è verificato se prima dell’emergenza sanitaria, la struttura avesse valutato la sussistenza di un rischio biologico e adottato misure, se fosse stato aggiornato il Documento di valutazione dei rischi.


Le indagini riguardanti Ats Val Padana e le Asst di Cremona e di Crema, «sebbene abbiano evidenziato la presenza di un cluster esteso ai dipendenti affetti dalla malattia Covid-19 — osserva il procuratore Roberto Pellicano — hanno altresì permesso di ricostruire le attività organizzative e gestionali poste in essere dalle rispettive figure dirigenziali finalizzate al contenimento e controllo del cosiddetto rischio contagio». In tutte e tre le strutture, «con le relative peculiarità», chi ha indagato ha «accertato la predisposizione di specifici protocolli, nonché l’attuazione di attività di formazione ed informazione dei propri dei pendenti in ordine, tra l’altro, all’utilizzo dei dispositivi di protezione, alle norme igieniche da rispettare, alle procedure specifiche da seguire per la cura dei pazienti affetti dalla malattia». Per tutti i procedimenti è stata chiesta l’archiviazione, perché «non sono emersi evidenti profili colposi anche in ragione del dato temporale che vedeva la quasi totalità degli infortuni concentrarsi nel periodo tra i mesi di marzo e maggio 2020, periodo di prima e massima diffusione dell’epidemia».


Sul fronte degli infortuni nelle Rsa o negli enti assimilabili, dei 26 procedimenti aperti, per 23 è stata chiesta l’archiviazione. «Le indagini hanno evidenziato in alcuni casi l’assenza di un cluster tale da poter essere evidenziato quale elemento indiziante l’origine lavorativa del contagio, in altri, l’assenza di profili colposi in capo all’agire delle varie figure dirigenziali». Enti privati: 26 fascicoli aperti, per tutti è stata chiesta l’archiviazione

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