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Infortuni sul lavoro: il Covid uccide sempre meno

I dati attestano il calo dei contagi fatali sul lavoro: nei primi nove mesi del 2020 erano stati 25, nello stesso periodo del 2021 cinque. Ma ora tornano a crescere gli altri incidenti

La Provincia Redazione

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23 Novembre 2021 - 05:25

Infortuni sul lavoro: il Covid uccide sempre meno

CREMONA - I dati dell’Inail, rilevati al 30 settembre, interrompono il trend del calo degli infortuni sul lavoro in provincia di Cremona. La notizia positiva, invece, è relativa ai morti: nei primi nove mesi 2020 i decessi erano stati 25, anche a causa dei casi di persone decedute per aver contratto il Covid 19. Quest’anno, nello stesso periodo, sono stati cinque.

Tornando agli infortuni il campanello d’allarme arriva dai numeri più recenti, che si riferiscono all’ultima parte dell'estate. Dino Perboni, segretario generale della Cisl Asse del Po e Ivan Zaffanelli, segretario organizzativo del medesimo sindacato, fanno il punto della situazione: «Ad agosto gli infortuni del 2020 erano stati 274 e nello stesso mese di quest’anno sono scesi a 209. A settembre, però, sono passati a quota 395 contro i 346 dello stesso periodo del 2020 con un incremento del 14%».

La grande differenza nei numeri è dovuta ovviamente al fatto che nel mese tradizionalmente dedicato alle ferie molte aziende osservano una o più settimane di chiusura.

«L’aumento di settembre – proseguono i sindacalisti – non è dovuto agli infortuni dovuti ai contagi da Covid, bensì dalla ripresa delle attività. Nel 2020 da gennaio a settembre gli infortuni sono stati 25 nello stesso periodo nel 2021 sono stati cinque».

LE DENUNCE. Altro dato preoccupante è quello relativo al numero delle denunce per malattie professionali, cresciuto dell’80%: da gennaio-settembre 2020 sono state 49 mentre nello stessa fase di quest’anno si sono raggiunte le 131 unità, con un aumento del 167%.

Per quanto riguarda le fasce d’età maggiormente coinvolte nelle denunce di infortunio, il dato fornito dall’Inail è regionale. Tra i lavoratori che hanno dai 25 ai 29 anni si sono registrati 7.225 casi. Tra i 30-34enni con 6.903. A seguire i 35-39enni (6.712), i 40-44enni (7.626). La seconda di età più colpita è quella dai 45 ai 49 anni (9.163 infortuni), mentre la prima è quella dei 50-54enni con 9.559 denunce. Tra i 55-59 anni si scende a 8.002.

«Anche le denunce di infortunio mortale sono dati regionali – concludono Perboni e Zaffabelli – divisi per fasce di età»: Da 25 a 29 anni cinque casi, quattro da 35 a 39 anni. Da 40 a 44 12 morti, 24 da 45 a 49, 23 da 50 a 54, 28 da 55 a 59, 15 da 60 a 64, sei oltre i 65 anni. Il dato complessivo delle denunce di infortuni a livello regionale da gennaio a settembre 2021 riguardano per 16.691 casi il settore dell’industria, per 4.712 l’artigianato 4712 denunce e per 14.916 il terziario 14916.

DA GENNAIO A SETTEMBRE. «Nel complesso, nel periodo gennaio-settembre di quest’anno si registra, rispetto all’analogo periodo del 2020, aumento delle denunce di infortunio e una risalita delle malattie professionali – concludono i sindacalisti –: un quadro che spiega come il contrasto agli infortuni sul lavoro non vada assolutamente assopita, anzi si devono rafforzare gli organi di controllo».

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