Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

CORONAVIRUS. RABBIA E APPELLO

Covid, Antonella ai No Vax: «Il vostro comportamento è inaccettabile»

Bodini, cremonese 42enne, malata di fibrosi cistica, si rivolge ai «resistenti»

Bibiana Sudati

Email:

redazioneweb@laprovinciacr.it

22 Gennaio 2022 - 05:23

Covid, Antonella ai No Vax: «Il vostro comportamento è  inaccettabile»

Antonella Bodini, 42anni, cremonese malata di fibrosi cistica, con Matteo Marzotto Bodini

CREMONA - «Non sapete cosa significhi avere una malattia che a poco a poco ti distrugge i polmoni. Non sapete cosa voglia dire stare in ospedale mesi, attaccati all’ossigeno, senza forze. Non sapete cosa voglia dire essere sempre sotto antibiotico per guadagnare un po’ di aria. Non sapete cosa significhi gioire di un farmaco sperimentale quando l’unica alternativa rimasta sarebbe stata il trapianto di polmoni». Parole amare e allo stesso tempo accorate, mosse da una rabbia educata, quelle di Antonella Bodini, 42 anni, cremonese, giornalista e malata di fibrosi cistica.

Nel mirino, sebbene non li nomini mai, i no vax e le loro manifestazioni. Quella organizzata tra Roma e Milano il 15 gennaio scorso è stata la goccia che ha rotto la diga di sentimenti che Antonella si era imposta di contenere: non ce l’ha più fatta e ha affidato il suo pensiero a Facebook. Il suo j’accuse ha fatto rapidamente il giro della Rete.

«Non sanno nulla, eppure si permettono di giudicare – afferma – . Non sanno come ci si sente quando nella tua vita ogni giorno preghi affinché Scienza e Ricerca trovino una cura che ti faccia vivere il più a lungo possibile. Si prendono il lusso di rifiutare un vaccino, calpestando il lavoro di chi ha impiegato ore di studio. Un comportamento inqualificabile».

A lei, la ricerca medica ha regalato due anni di vita diversa, sicuramente migliore rispetto a quella che fino al 2020 aveva conosciuto: il farmaco sperimentale americano Trikafta («la pillola magica» come la chiama Antonella) ha fatto il miracolo, riuscendo a ridarle ossigeno e allontanando lo spettro del trapianto: «Era quello il mio destino. Nel 2020, dovevo già iniziare le visite per l’appuntamento con i quale ogni malato di fibrosi cistica deve fare i conti. Quando i medici mi hanno proposto una cura sperimentale, non ho esitato e mi sono totalmente affidata e fidata di loro».

ATTO DI FIDUCIA CONTRO IL COVID.

È questo atto di fiducia che ora chiede a chi rifiuta di utilizzare l’unica arma contro il Covid: «Quando sono nata, la mia malattia era considerata sindrome pediatrica, ora l’aspettativa di vita è di 40 anni – spiega Antonella, che è anche delegata di zona su Cremona e Mantova della Lega Italiana Fibrosi Cistica Emilia – ma potrei fare mille altri esempi. Questi sono fatti reali. Senza contare che il loro comportamento ha ricadute sui più fragili: se per la loro negligenza si saturano gli ospedali, che destino avranno i malati come me in caso di bisogno?».

Dalle loro scelte, potrebbe dipendere la vita di altri. Vite come quella di Antonella, combattute così tenacemente.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400