Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

IL PROGETTO

La parità si insegna a scuola: l'avvocato Abbamonte in cattedra al Manin

Il corso sulla non violenza di genere coinvolge anche gli studenti del Vida: tra i temi body shaming e hate speech online

Francesca Morandi

Email:

fmorandi@laprovinciacr.it

18 Gennaio 2022 - 19:27

La parità si insegna a scuola: l'avvocato Abbamonte in cattedra al Manin

L'avvocato Stella Abbamonte

CREMONA - Nel maggio di un anno, fa con 29 colleghi italiani ha partecipato al master ‘Help’ sulla tutela delle donne vittime di violenza e sul contrasto alla violenza. Un corso di alta formazione del Consiglio nazionale forense in partnership con il Consiglio d’Europa. Al termine, i legali si sono guardati in faccia. «Considerata questa violenza dilagante a 360 gradi, noi cosa potremmo fare?». L’idea è venuta a Stella Abbamonte, avvocato di Cremona. E dall’idea è nato «il progetto rivolto alle scuole per proporre una cultura della legalità e della non violenza, partendo dai ragazzi». Il progetto si chiama ‘I Care’ (‘prendersi cura’, ‘avere a cuore’) dalla scritta ancora impressa sul muro della scuola di Barbiana, nel Mugello, dove don Lorenzo Milani fu priore dal 1954 al 1967. Consiste nel tenere agli studenti un corso di educazione alla parità, alla non violenza di genere.

«È proprio dall’educazione dei più giovani che bisogna partire per contrastare stereotipi, discriminazioni di genere, condotte violente: humus fecondo per il radicarsi della violenza maschile contro le donne», spiega l’avvocato Abbamonte, che domani, mercoledì 18 gennaio, salirà in cattedra (da remoto per l’emergenza Covid) e terrà la lezione, dalle 11 alle 13, alle classi seconde del liceo linguistico Manin, che con il liceo Vida ha risposto subito all’invito. «Abbiamo preparato 8 moduli con determinati argomenti di attualità e ciascuno di noi li ha proposti nell’ambito della propria realtà locale». Agli studenti del Manin, l’avvocato Abbamonte parlerà di body shaming, derisione del corpo consistente nel denigrare qualcuno per le sue caratteristiche fisiche, e di hate speech online, ossia della violenza verbale in rete, dell’incitamento all’odio», ma anche dell’importanza della comunicazione e della scelta delle parole giuste, perché anche le parole possono far male, «quasi a voler colpevolizzare la donna e giustificare il carnefice». Al progetto ‘I Care’ si sono dedicati 15 avvocati, dal Trentino alla Sicilia.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400